Una proposta di celebrazione penitenziale per ragazzi, tratta dalla rivista "Catechisti parrocchiali", incentrata sul segno delle mani come espressione concreta delle scelte quotidiane. A partire dal Vangelo della Passione, il percorso guida attraverso l'ascolto della Parola, gesti simbolici, l'esame di coscienza, fino alla confessione, aiutando a riconoscere atteggiamenti di indifferenza e gesti che feriscono. Un’esperienza coinvolgente che accompagna i ragazzi a incontrare il perdono di Gesù e a trasformare le proprie mani in strumenti di amore, servizio e pace.
Si predispone al centro della sala – se si svolge in chiesa: al centro della navata – un cartellone con il contorno della mappa del mondo e pennarelli. Si preparano i disegni delle mani (vedi Catechisti parrocchiali, n. 6, 2026) ritagliati e posti in un cestino, penne e fogli con l’esame di coscienza sufficienti per tutti. È bene invitare anche i genitori alla celebrazione.
Canti: Gabriella Marolda, I Salmi dei bambini, Paoline.
Canto: I cieli raccontano
S. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. • T. Amen.
Catechista. Le nostre mani raccontano con i loro gesti, quello che abbiamo nel cuore. Oggi ci lasciamo aiutare da questo organo del nostro corpo per accogliere Gesù e il suo perdono. Ciascuno può avvicinarsi al cestino e prendere «una mano».
Canto: Alleluia, il Signore è con noi
S. Il Signore sia con voi. • T. E con il tuo spirito.
S. Dal Vangelo secondo Matteo • T. Gloria a te, o Signore.
Chiese Pilato [ai capi dei sacerdoti e agli anziani]: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Mentre il sacerdote o il diacono proclama il Vangelo, si possono rappresentare due scene: Pilato che si lava le mani; una guardia che picchia un uomo.
RISONANZA: Si invitano i ragazzi a raccontare, con le loro parole, il brano ascoltato: cosa è successo e perché, e a descrivere le scene presentate.
Canto: O Signore nostro Dio (prima strofa)
MI CONFRONTO CON GESÙ: mani indifferenti e mani che feriscono
Catechista. Pilato si lava le mani. Questo gesto significa che Pilato non vuole assumersi decisioni, non gli importa di cosa succederà a Gesù, e non vuole scontentare i capi. Le sue mani diventano indifferenti rispetto a ciò che faranno a Gesù. Provate a pensare a quante volte vi capita di dire: “Non sono stato io! Non ne so niente!” quando accade qualcosa.
Ma, oltre alle mani indifferenti di Pilato, ci sono le mani dei presenti che si alzano per dire: «Crocifiggilo». Sono mani che feriscono, pronte a tenere in mano bastoni e a usarli contro Gesù, sono pugni che colpiscono il suo corpo; ma anche parole violente che fanno male.
Noi siamo fortunati: siamo nati con due mani, con cui realizziamo tante cose. Come le usiamo?
SEGNO: Ognuno scrive su un dito della «mano che ha preso» un gesto di indifferenza che ha compiuto e uno che ha ricevuto; su un altro dito un gesto con cui ha colpito e uno con cui è stato colpito.
Catechista. Nel brano ascoltato Gesù non parla e sembra non fare niente. Ma spesso Gesù ci ha mostrato come sono le sue mani: sono mani che hanno lavorato assieme al papà Giuseppe, mani che toccano e guariscono le persone, mani che aiutano, che rialzano, che danno da mangiare. Cosa ricordate delle mani di Gesù? Gesù ha mani aperte: è pronto ad accogliere il nostro pentimento ed è desideroso di darci una sua carezza. Chiediamo a lui di far diventare le nostre mani come le sue…
Mettiamoci, ora, davanti a Gesù, in silenzio, riflettendo sulle domande riportate sul foglietto dell'esame di coscienza. Scriviamo, poi, sulle altre tre dita della «nostra mano di carta» tre mancanze per cui desideriamo chiedere perdono.
Il catechista distribuisce a ciascuna/o il foglio con l’esame di coscienza e una penna.