Per una fede «incarnata»

Catechisti parrocchiali - Set. / Ott. 2025

Mentre siamo ancora sintonizzati sul Giubileo della speranza, ci prepariamo a iniziare un nuovo anno catechistico, con la partecipazione, per chi potrà, al Giubileo dei catechisti (26-28 sett.).

Mons. Fisichella, nell’Editoriale della rivista, ce ne offre le prospettive e le motivazioni profonde: «La catechesi, annuncio vibrante di Colui che è la Speranza dell’uomo, non fa che prendere per mano bambini e ragazzi, giovani e adulti per accompagnarli – attraverso la scoperta dei tesori della fede e nel tessuto della vita comunitaria – all’incontro con il Signore… perché ognuna/o riconosca Gesù suo Signore e suo Dio e, alla luce di quel Volto, maturi “ragioni di speranza” (cfr. 1Pt 3,15) da offrire a chiunque le chieda» (cfr. p. 3). Il tema che si approfondirà durante questo Giubileo, precisa Mons. Fisichella, è La catechesi, porta della speranza.

Gli itinerari di fede per il 2025-26 offrono belle novità in ordine a una catechesi coinvolgente, vitale e concreta. Il Poster, su cui sono ritmate le proposte bibliche e gli itinerari, si ispira all’affresco della Cueva de las Manos (Grotta delle Mani), ritrovato in una caverna della provincia argentina di Santa Cruz (cfr. p. 7). Probabilmente le mani sono state inserite durante un rito di iniziazione dall’età infantile a quella più adulta (ca. 13 anni).
Le mani, che indicano accompagnamento, impegno, operatività…, sono espressione di tutto il corpo, dei sensi interni ed esterni e, quindi, di tutta la persona. Dio, nel rivelarsi, non si rivolge alla mente, ma alla persona nella sua interezza. La mente ci pone di fronte all’idea di Dio, tanto da ridurre Dio a una categoria mentale, quasi a un idolo e non conduce a un vero incontro con lui.
La Rivelazione è, invece, manifestazione di Dio negli eventi storici; egli compie una storia di salvezza. Afferma Giorgio Bonaccorso: Dio incontra la persona nel corpo, come accade in ogni incontro, anzi Dio si fa corpo. La corporeità è fondamentale nel manifestarsi di Dio.
Le mani traducono la fede in gesti, in opere di amore e di servizio, in manufatti, in opere d’arte, che danno consistenza e attuazione alla relazione con Gesù e all’amore per gli altri. Consentono alla fede di diventare concretezza di vita, vita vissuta. Si coinvolgeranno, quindi, i ragazzi e gli adulti nell’interezza della loro persona, valorizzando le mani, per aderire a Gesù con tutte le facoltà e sensi, e lasciarsi, così, trasformare da lui (cfr. p. 7). Si inizia da Dio Padre che ci crea e ci rende suoi concreatori,

Le altre Rubriche offrono: Mandato ai catechisti sul «Cuore e sull’amore di Gesù» (Dilexit nos); Festa di accoglienza nel segno delle mani aperte all’amore e alla speranza; Anno liturgico in consonanza con i Tempi liturgici; Catechisti «in forma», che fanno eco alla parola di Dio; Dialogo con i catechisti da fruire tramite video.

Ci attende un anno intenso e di sorprese significative, in cui siamo chiamati anche noi a liberarci da sovrastrutture derivanti da una catechesi nozionistica e teorica, e spesso moralista, per entrare in una relazione intima e affettiva con il Signore, aprendoci sempre più agli altri!
Buon anno di gioia sprizzante e di speranza!

Sfoglia un estratto della rivista


Condividi

per-una-fede-incarnata.html

Articoli correlati

Newsletter

Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato su iniziative e novità editoriali
Figlie di San Paolo © 2025 All Rights Reserved.
Powered by NOVA OPERA