Una celebrazione da vivere in gruppo che accompagna i percorsi di catechesi in un’esperienza profonda e concreta di preghiera per la pace. Attraverso la parola del Vangelo, gesti simbolici e invocazioni semplici, i ragazzi sono guidati a scoprire la pace di Gesù come dono da accogliere e missione da vivere ogni giorno. Tratta dalla rivista "Catechisti Parrocchiali", questa proposta favorisce partecipazione attiva, educa al dialogo e aiuta a formare operatori di pace nella vita quotidiana.
Si prepara l’angolo della preghiera: Bibbia aperta, icona di Gesù, lampada accesa. Ci si dispone in cerchio. Al centro si mette un cestino che contiene cartoncini con scritte dei Paesi in guerra per cui pregare: Ucraina, Palestina, Siria, Etiopia….
Canto: La pace vera (Daniele Ricci, Amati da te, Paoline)
Spirito Santo,
donami un cuore semplice
che sa amare gratuitamente;
fa’ che, ascoltando le ispirazioni del Signore,
accolga le sue sollecitazioni al bene
per compiere la sua volontà.
Spirito Santo, aiutami a comprendere l’altro,
a costruire ponti e ad abbattere i muri di divisione;
dona a tutti noi il frutto della pace. Amen.
Catechista. In questa preghiera invochiamo il dono della pace per il mondo, per i popoli segnati dall’odio e dalla guerra. Siamo chiamati a essere, con la nostra testimonianza di vita, operatori di pace lì dove viviamo: in famiglia, a scuola, in parrocchia, con gli amici..., pace da costruire, giorno dopo giorno, attraverso l’incontro, il dialogo e l’accoglienza.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,27-29)
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Catechista. Siamo nel contesto dell’ultima Cena di Gesù; egli saluta gli apostoli e fa loro una consegna: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». Papa Leone XIV nella sua prima benedizione Urbi et orbi (8-5-2025) ci ha ricordato: «Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente». Gesù ci dona la sua pace che è ben diversa da quella del mondo, intesa come assenza di guerra. La pace è un valore primario e positivo che pone al centro la dignità della persona, rispettandola in tutti i suoi diritti. La pace è una scelta consapevole ed è possibile attraverso il rifiuto di ogni forma di violenza fisica e verbale. Ognuno è responsabile nel portare la pace nella sua realtà, nella società in cui vive; possiamo essere portatori di pace solo se nei nostri cuori abita la pace e siamo in pace fra noi.
1 Ragazzo. Signore, quando litigo con i miei amici, fa’ di me uno strumento della tua pace.
2 Ragazzo. Signore, quando le mie parole offendono e le mie azioni fanno male al prossimo, fa’ di me uno strumento della tua pace.
3 Ragazzo. Signore, quando voglio avere ragione solo io ed escludo gli altri, fa’ di me uno strumento della tua pace.
Gesto
Ogni ragazzo pesca dal cestino un cartoncino con scritto il nome e l’immagine del Paese per il quale implorare dal Signore il dono della sua pace.
Dacci, Signore, quella pace strana
che germoglia in piena lotta come un fiore di fuoco;
che sorge in piena notte come un incontro nascosto;
che giunge quando si muore come un abbraccio atteso.
Dacci la pace di coloro che vanno sempre spogli di ogni vantaggio,
vestiti dal vento della speranza.
La pace del povero, che ha già vinto la paura.
La pace del libero che si aggrappa alla vita.
La pace che si condivide in uguaglianza fraterna
come l’acqua o il pane della tua cena;
la pace del Regno dei cieli, improbabile, eppure reale.
Dacci, oggi, la tua pace!
Tu che sei la nostra pace. Amen.
Don Pedro Casaldáliga
Canto: Camminiamo con te (Daniele Ricci, Amati da te, Paoline)