Custodi responsabili del futuro della terra

"Dobbiamo custodire il creato poiché è un dono che il Signore ci ha dato, è il regalo di Dio a noi; noi siamo custodi del creato. Quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno dell'amore di Dio. La custodia del creato è proprio la custodia del dono di Dio .... Questo deve essere il nostro atteggiamento nei confronti del creato: custodirlo perché se noi distruggiamo il creato, il creato ci distruggerà"! (parole di Papa Francesco, Udienza Generale del 21. 5. 2014)

Un compito di tutti

Fin dall'inizio del suo pontificato, Papa Francesco ribadisce che "la vocazione del custodire riguarda tutti ... Non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana". E' importante quindi il percorso della formazione, dell'educazione alla custodia del creato. Perciò è ancora più significativo che quest'anno la Giornata del creato, che ricorre l'1 settembre 2014, sia intitolata "Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città". La Giornata è un'iniziativa voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana, con lo scopo di riaffermare l'importanza, anche per la fede, del'ambientalismo con tutte le sue implicazioni etiche e sociali.

Una maggiore consapevolezza

Nel messaggio del 2014 (a firma della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e della Commissione per l'ecumenismo e dialogo) leggiamo che "oggi, la coscienza ecologica è in consolante crescita, ovunque. Anche con dolorose contrapposizioni tra ambiente e lavoro. Specie nelle città industriali. Certo, proprio questa accresciuta consapevolezza del dono ricevuto da Dio ci spinge a garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli, nella gioia di godere della bellezza ... di quel giardino in cui Dio ha collocato l'uomo, fin dall'inizio, perché lo custodisse e lo lavorasse".

Impegni e proposte

Per questo, anche in vista del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015 sul nuovo umanesimo basato su Cristo, le due Commissioni suggeriscono alle Chiese italiane gli impegni conseguenti:

  • la coscienza di un impegno culturale;
  • la denuncia davanti ai disastri;
  • la rete di speranza nel futuro.

Leggi tutto il messaggio

Alle singole diocesi viene lasciata l'iniziativa di sviluppare attività locali lungo tutto il mese, soprattutto durante le domeniche del settembre.
Alcune delle proposte sono le seguenti:

  • Incontri di preghiera
  • Incontri di approfondimento del tema della Giornata da un punto di vista biblico-teologico
  • Incontri di approfondimento su tematiche ambientali
  • Un momento di festa-celebrazione all'aperto

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