Gentilezza e buona educazione

Valori da riscoprire (e praticare)

A guardarsi intorno e a leggere le notizie di cronaca, c'è poco da stare allegri. Sembra che le nuove generazioni spesso manchino non solo delle nozioni più elementari di buona educazione e galateo, ma anche del minimo senso di rispetto verso gli altri; il che sfocia non di rado in atti gravi di inciviltà e violenza. Senza proprio arrivare agli eccessi, proviamo a correre ai ripari. Come?

L'esempio degli adulti

L'autrice di Grazie scusa per favore, Silvia Corradini, nella presentazione che apre il progetto, ci dà già alcune indicazioni: «Ci sono parole ed espressioni di cortesia e buona educazione che risiedono nell'archivio della nostra memoria, ma finiscono per diradarsi nella rete delle comunicazioni moderne, confuse da mezzi e risorse tecnologiche che accorciano le distanze e creano relazioni virtuali. Notevole è a volte lo sforzo che facciamo per mantenere toni e atteggiamenti educati e garbati, quando nella nostra società dilagano modi sbrigativi e maleducazione. Ancora più difficile per gli adulti è il compito di trasmettere ai bambini l'attitudine alla gentilezza, al rispetto e all'ascolto, quando purtroppo sono innumerevoli gli esempi contrari.
Sorge pertanto la necessità di indirizzare costantemente i più piccoli verso la piacevolezza di un gesto di altruismo e di educazione, di condivisione con il prossimo».

Migliorare le relazioni

La presentazione prosegue: «Possiamo procedere cercando di far comprendere ai bambini che le buone maniere, il rispetto di sé e dell'altro vanno coltivati ogni giorno con amore e dedizione, esprimendo la propria personalità in modo adeguato.
Ai genitori, agli insegnanti e agli educatori spetta il difficile compito di creare uno stretto legame tra azioni quotidiane dei bambini e un corretto comportamento verso l'esterno. Non occorre seguire manuali e non esistono (ahimé!) formule magiche. Possiamo però migliorare le nostre relazioni e quelle dei nostri bambini con piccoli e semplici gesti di esempio: donare e condividere un sorriso, mostrare riconoscenza alle persone che ci circondano, mantenere una buona condotta e un atteggiamento di accoglienza e apertura. Questa attitudine risulta vincente nel tempo, rafforza i legami esistenti e ci dona in cambio disponibilità, armonia e considerazione».

In viaggio verso la gentilezza

Quest'atteggiamento si acquisisce e si consolida strada facendo: «La proposta affronta in questi termini il viaggio dei bambini verso la gentilezza, il rispetto delle regole e la creazione di legami e relazioni fondate su affiatamento, educazione e comunanza di idee e propositi. Uno spunto utile e allo stesso modo divertente per educatori e insegnanti, che troveranno contenuti e attività da trattare e realizzare in classe, insieme a sei piacevoli canzoni e a una drammatizzazione adatta anche ai saggi di fine anno scolastico».

Quali saranno i mezzi di trasporto di questo viaggio? Simpatiche canzoni, giochi di gruppo, storielle e una drammatizzazione intitolata Belsorriso e Sorgentilezza, che può essere adottata anche come saggio di fine anno scolastico. Insomma: non resta che mettersi al lavoro!

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