Lasciateci cantare... l'italiano!

Fiocco rosa nel catalogo Audiovisivi delle Paoline: nasce una nuova collana di laboratori ludico-musicali curati dall'autrice Dolores Olioso. L'argomento? Le caratteristiche? Il titolo dice già tutto: "L'italiano canta e gioca".

La lingua italiana: un tesoro da non perdere

Con "L'italiano canta e gioca 1" s'inaugura una nuova collana di sussidi didattici, incentrati sul tema della lingua italiana. Si tratta di laboratori ludico-musicali basati su racconti, canzoni, giochi, filastrocche per un semplice e divertente apprendimento delle basi dell'italiano.
Scrive l'autrice Dolores Olioso nella presentazione del fascicolo: «La proposta didattico-musicale L'ITALIANO CANTA E GIOCA, che si articola in diversi volumi, è rivolta sia ai bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia, sia a quelli del primo ciclo della primaria. La finalità del progetto è l'apprendimento e il consolidamento delle competenze linguistiche e comunicative del bambino, nonché delle abilità ricomposte in una cornice unitaria di senso rispetto a tutte le altre discipline, rafforzando quindi trasversalità e interconnessioni, per arrivare all'unitarietà dell'apprendimento.
L'alfabetizzazione di base mediante l'acquisizione di linguaggi e codici favorisce un sapere integrato. È la lingua italiana il primo strumento di comunicazione e di accesso ai saperi.
Ognuno di noi, fin dall'infanzia, possiede una 'grammatica implicita' che permette di comunicare agevolmente, pur non conoscendo concetti quali verbo, soggetto, sostantivo ecc. Ma è proprio attraverso l'ampliamento del lessico, la correttezza nella pronuncia, la discriminazione dei suoni, delle parole, la costruzione delle frasi che si promuove lo sviluppo del pensiero logico e creativo».

Vocaboli stranieri, vocaboli tecnologici... e l'italiano?

Negli ultimi anni, specie sui social e in generale nella rete, si assiste a un preoccupante uso scorretto dell'italiano: confusione tra accenti e apostrofi, errori grossolani (e parliamo di adulti!), per non dire dell'uso del congiuntivo. È evidente che l'acquisizione corretta della nostra lingua parlata e scritta non sia così scontata. E poi ci sono frequentemente termini stranieri a fare concorrenza alle parole.
Continua Dolores Olioso nella sua presentazione: “Il professor Claudio Marazzini, linguista e accademico di fama internazionale, ribadisce che «La lingua è cemento di una comunità, perché trasmette valori che contano, resistono al tempo se sono come pietre ben squadrate, quelle con cui gli antichi costruivano le belle chiese romaniche che arricchiscono il paesaggi di tante località della Toscana o della nostra Penisola”.
Siamo consapevoli che oggi si è sempre più invasi da vocaboli stranieri (soprattutto inglesi) rischiando un abuso eccessivo. Il rischio è che si perda la bellezza di una lingua complessa e ricca come quella italiana o che l'inquinamento provochi una seria preoccupazione per il suo stato di salute. Ben vengano l'inserimento di nuovi termini a fronte di prodotti prima inesistenti soprattutto tecnologici (wifi, bluetooth, software, mail) ma attenzione all'usura o peggio alla banalizzazione della lingua. E i bambini rischiano sempre di più di essere 'ascoltatori passivi' e produttori impoveriti della capacità linguistico-espressiva e/o della comprensione.
Mi fa riflettere una frase di Tullio De Mauro: “A chi conosce a fondo una lingua straniera non viene nemmeno in mente di esibirla fuori tempo e luogo come faceva l'Americano di Sordi e di Carosone e come fanno troppi ignoranti”. Mi trovo d'accordo e non posso fare a meno di ricordare una bambina di cinque anni che vedendo il mio nuovo cellulare mi chiese: “Hai il touch screen? Anch'io ce l'ho e la mamma me lo fa usare!”. Domando: “Sai cosa vuol dire touch screen?” e lei immediatamente “Sì... taci e scrivi!”».

Caratteristiche del primo volume

Il primo volume di questo progetto è incentrato sull'ABC della lingua italiana. Dalle vocali alle consonanti, dalle sillabe al significato di una parola, dalle doppie all'alfabeto completo. Ogni proposta musicale diventa stimolo per ulteriori elaborazioni da parte dei bambini e dei docenti. Quindi gioco, fantasia e apprendimento: partendo dall'importanza che il gioco di fantasia ha nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino. Attraverso il gioco amplifica il suo linguaggio, il suo vocabolario, impara a denominare oggetti e a formare espressioni di senso compiuto e logicamente connesse tra loro. Vigotskij sostiene: «Nel gioco il bambino si comporta sempre in modo superiore alla sua età, è come se fosse un palmo più alto di se stesso. Come nel fuoco di una lente d'ingrandimento, contiene tutte le tendenze evolutive in forma condensata ed è in sé fonte principale di sviluppo». Gioco allora, perché la lingua è una cosa viva, aperta all'incontro e strumento di comunicazione. Ed è ancora Vygotskij che ci illumina: «L'insegnamento dovrebbe essere organizzato in modo tale che la scrittura e la lettura siano necessarie per qualcosa, un esercizio puramente meccanico annoierà ben presto il bambino; la sua attività non sarà manifesta nella scrittura e la sua personalità in erba non crescerà. Lettura e scrittura dovrebbero essere cose di cui il bambino ha bisogno, bisognerebbe insegnargli il linguaggio scritto e non solo la scrittura di lettere».

 


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