Debutto alla regia di Greta Scarano, il film "La vita da grandi" è una commedia drammatica italiana che racconta con ironia e tenerezza il rapporto tra due fratelli, Damiano e Margherita, e la vita quotidiana con l’autismo. Ambientato nella vibrante e caotica Roma, il film esplora il passaggio all’età adulta, le responsabilità familiari e la difficoltà di conciliare libertà e maturità. Un racconto inclusivo, emotivo e autentico, capace di divertire, commuovere e far riflettere sul valore dei legami fraterni e della crescita personale.
La vita da grandi è un film italiano del 2025, debutto alla regia dell’attrice Greta Scarano, ispirato al libro autobiografico Mia sorella mi rompe le balle. Commedia lieve e inclusiva, piena di cuore e ironia. Una storia di autismo normale dei fratelli Damiano e Margherita Tercon. La città di Roma, con la sua bellezza decadente e il suo caos, fa da sfondo alla vicenda: non solo come luogo fisico, ma anche come stato mentale che amplifica la sensazione di disorientamento. Il racconto si snoda con uno stile accessibile che sa emozionare, divertire, far riflettere, offrendo un ritratto autentico e non stereotipato dell’autismo. Attraverso un mix di tenerezza e ironia, mostra la profondità del legame fraterno e il valore del supporto familiare. Pur con un tono da commedia, il film ha momenti di verità amara e malinconia, come se volesse dirci: “Crescere è inevitabile, ma non tutti riescono a farlo con grazia”. Le risate diventano così un modo per esorcizzare l’angoscia del tempo che passa e delle occasioni mancate.
Dopo aver visto La vita da grandi, si capisce che crescere non significa solo diventare più alti o avere più anni. Diventare grandi non è solo una questione di età. Significa anche cambiare dentro, imparare a conoscere sé stessi e gli altri. I cambiamenti possono fare paura, ma spesso ci aiutano a scoprire chi siamo davvero. A volte si cresce quando si affrontano situazioni difficili o si imparano lezioni importanti. Essere grandi non significa perdere la capacità di sognare o divertirsi ma anche prendersi delle responsabilità. Per Irene significa prendersi cura del fratello autistico che vive sogni ambiziosi. Per realizzarli la sorella prova a fargli un “corso intensivo per diventare adulti”, coronando così il suo desiderio di vita attraverso un contatto affettivo e culturale. Il film rispecchia una generazione sospesa cresciuta con il mito dell’eterna giovinezza, persone che si trovano spaesate davanti alle scelte adulte (genitorialità, carriera, rinunce, impegno). I protagonisti cercano di mantenere vivo un senso di libertà e spensieratezza, ma si scontrano con le conseguenze di questa immaturità.
La vita da grandi, è una commedia drammatica che si presta a diverse letture, soprattutto sul tema del passaggio all’età adulta e della difficoltà di conciliare responsabilità e desideri personali. I temi centrali di tutta la storia sono la crescita e l’autonomia, raccontati attraverso il rapporto tra due fratelli. Elementi umoristici e commoventi: il percorso di Omar verso l’indipendenza e il confronto con la vita adulta di Irene. Per crescere, a volte, serve anche lasciarsi andare insieme. Il titolo stesso, La vita da grandi, gioca con l’ironia. I protagonisti sono adulti, ma ancora molto legati a un’immagine adolescenziale dell’esistenza e faticano ad accettare pienamente il ruolo di “grandi”, ovvero di persone mature, responsabili e coerenti con il proprio tempo di vita. Il film può essere letto come un racconto sul disincanto, sull’incapacità di diventare davvero adulti in una società che ci chiede di restare giovani, flessibili, entusiasti, anche quando tutto intorno ci spinge verso la responsabilità. La vita da grandi parla a chi si sente ancora “in transito”, anche se la sua vita dovrebbe ormai essere “arrivata”.
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Titolo Originale: La vita da grandi
Genere: Commedia, Drammatico
Regia: Greta Scarano
Interpreti e ruoli: Matilda De Angelis (Irene), Yuri Tuci (Omar), Maria Amelia Monti (Piera), Paolo Hendel (Walter), Ariella Reggio (Zia Marilù), Gloria Coco (Nonna Cleta), Adriano Pantaleo (Ugo), Christian Ginepro (Ludovico), Alessandro Cantalini (Marco), Ludovico Zucconi (Tancredi)
Nazionalità: Italia
Distribuzione: 01 Distribution
Anno di uscita: 2025
Soggetto e Sceneggiatura: Greta Scarano, Sofia Assirelli, Tieta Madia
Fotografia: Valerio Azzali
Musica: Giuseppe Tranquillino Minerva
Montaggio: Valeria Sapienza
Durata: 95'
Produzione: Matteo Rovere. Casa di produzione: Groenlandia, Halong, Rai Cinema, Netflix
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Brillante, Consigliabile, Adatto per dibattiti
Tematiche: Amicizia, Arte, Disabilità, Donna, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Libertà, Mass-media, Media, Metafore del nostro tempo, Musica
Note:
- Presentato al 16° Bari International Film&Tv Festival (2025)