Beati gli operatori di pace

Verso Cracovia 2016... con il coraggio di essere felici

Nella sesta tappa dell'itinerario "Beati voi", in preparazione alla GMG di Cracovia, consideriamo la beatitudine di coloro che fanno opera di pace.

 

Diventare operatori di pace significa, prima di tutto, accogliere il dono dell'amore di Dio che ci rende suoi figli; l'atteggiamento della fede e la ricerca della giustizia ci consentono di sintonizzarci con il suo disegno di salvezza, per poi trasmettere a nostra volta parole di pace e compiere gesti di condivisione.

Seguiamo i cinque "step": La parola a Gesù; Vuoi essere felice?; Se la felicità fosse....; Alla ricerca di senso; Connessi con Dio (vedi Introduzione).

1 logo parolaLa Parola a Gesù

"Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9).
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace" (Nm 6,25-26).
La parola ebraica Shalom ha un significato ben più profondo della semplice concezione di assenza di conflitto e di guerra. Esprime piuttosto uno stato di essere, di compiutezza, sicurezza, armonia. Gli Israeliti si salutano con Shalom, augurandosi scambievolmente la pace: "Colui che nei luoghi eccelsi stabilisce la Pace, stabilisca la Pace sopra di noi e sopra tutto il suo popolo".

Questa Beatitudine, racchiude in se' una dimensione e un orizzonte ampio, il Divino nell'umano. Tu sei un figlio di Dio se sei pace, se la tua vita è in sintonia con il tuo nome, ossia la tua autentica identità, quella di figlio di Dio, tu sei pace! Nessuno può dirsi figlio di Dio e poi operare ciò che non è conforme a questa appartenenza, a Colui che è la Pace, la Pienezza di ogni dono e di ogni sicurezza, la Salvezza.
Si potrebbe dire che questa beatitudine rappresenta il cuore e la summa di tutte le altre!

Questa beatitudine è talmente connessa alla nostra vita che si potrebbe dire che è come l'aria che respiriamo: se inquinata, non riusciamo a respirare bene, perché l'abbiamo contaminata con la nostra debolezza e le nostre pseudo ambizioni. Abbiamo preteso di essere operatori di pace dimenticando Dio, dimenticando che la Pace, non è solo frutto del nostro impegno, dei nostri sforzi, ma è soprattutto un dono, una linfa vitale che scaturisce dalla relazione filiale con Dio e che si trasforma in opere di giustizia, sicurezza, gratuità, condivisione... amore e nutrimento per "sorella e nostra madre terra".

 

3 logo gioiaVuoi essere felice?

Papa Francesco, a proposito della violenza terroristica che strumentalizzando il nome di Dio uccide e deforma la natura dell'uomo, afferma: "Uccidere in nome di Dio è un'aberrazione. Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può deridere la religione". Di fronte al terrorismo che colpisce e minaccia attacchi ai simboli dell'Occidente, e dunque anche alla Santa Sede, Papa Francesco, ha spiegato che "sempre il miglior modo di rispondere è la mitezza. Essere miti, umili come il pane. Senza aggressività, anche se c'è gente che questo non lo capisce".

L'Apostolo Giacomo, che scrive ai cristiani convertiti dal giudaismo all'inizio del cristianesimo, sottolinea che c'è una stretta relazione tra peccato e guerra: "Da che cosa derivano le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che combattono nelle vostre membra? Bramate e non riuscite a possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra!" (Gc 3).

Dunque, questa beatitudine, esprime un radicale cambiamento di mentalità, di un modo di essere e di pensare se stessi, Dio, gli altri e il mondo. Dire "pace" è essere "pace", due realtà inscindibili. Saremo, siamo Beati, nel momento in cui, con la nostra vita e le nostre piccole scelte quotidiane, siamo pace, siamo quel buon terreno in cui viene seminato il seme del Vangelo che produce buoni frutti. L'assenza di violenza, di qualsiasi forma, può solo derivare da un arrendevole atteggiamento all'Unico Bene che ha il volto di Gesù Figlio di Dio che ci rende capaci di vivere come Lui, di sperimentare la gratuità dell'amore che appartiene solo a Dio e che genera Pace!

 

5 logo annuncioSe la felicità fosse...

Mentre guardavo il film McFarland USA, ho ripensato alla beatitudine degli operatori di pace, perché la storia e i protagonisti di questo film hanno contribuito a rendere se stessi, gli altri e il loro paese un ambiente di pace, di armonia e di solidarietà!

McFarland USA, con la regia di Niki Caro, vede tra i protagonisti il coach Jim White, interpretato da Kevin Costner, che allena una piccola squadra di corsa campestre formata da studenti di McFarland, un piccolo paese dello Sato della California, abitato soprattutto da ispanici.
Basato su una storia vera, accaduta, appunto, in un liceo a McFarland nel 1987, il film vede impegnato un uomo, insegnante di educazione fisica, dal carattere forte ma con il profondo desiderio di motivare e credere nelle potenzialità dei suoi studenti. Per lui, McFarland rappresenta l'ultima carta che può giocarsi per la sua carriera di insegnante e, in un contesto di povertà, di gang che si contendono il territorio, riuscirà a rendere ancora più forti i grandi valori dei ragazzi ispanici che per vivere si alzano all'alba, vanno a lavorare nei campi e poi vanno a scuola, percorrendo chilometri a piedi. Il coach riuscirà a formare una squadra di sette ragazzi che, profondamente motivati, vinceranno vari campionati, porteranno il nome del loro piccolo paese alla ribalta delle cronache sportive e che con il loro impegno nello studio e nel sociale, possono davvero essere considerati "operatori di pace" e vincitori del bene!

(Alla fine della pagina puoi trovare il trailer del film)

6 logo ricerca sensoAlla ricerca di senso

Ora tocca a te. Dopo aver accolto la Parola e metabolizzato le suggestioni che ti sono venute alla mente e al cuore dalle riflessioni nella scheda, confronta la tua idea di pace con quella che ti è stata proposta e, se vuoi, mandaci il tuo feedback sulla pagina FB Paoline e Giovani.

7 logo connessioneConnessi con Dio

Puoi rivolgerti a Dio così:

Tu Pace!
A te si eleva il nostro cuore e il nostro sguardo,
si eleva nell'anelito di pace!
Si, vieni Tu che sei Pace a darci respiro,
a permettere alle nostre fragili mani di arrendersi al Bene,
e a disarmarsi da ogni arma,
perché possiamo ricominciare a riconoscerci figli Tuoi,
figli nel Figlio, e amanti della Pace!

Teresa Beltrano, fsp

scarica il PDF della scheda


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