Beati i poveri in spirito

Verso Cracovia 2016... con il coraggio di essere felici

Nella seconda tappa dell'itinerario "Beati voi", in preparazione alla GMG di Cracovia, esploriamo quella che per l'evangelista Matteo è la prima beatitudine: «Beati i poveri in spirito».

Il nostro andare verso Cracovia, ci chiede di fare tappa su una delle più spinose e scomode beatitudini. Non che le altre ci lascino vita semplice, ma indubbiamente la povertà è una delle dimensioni che ci crea più problemi... Forse perché in tempi di crisi è lo spauracchio più incombente o forse perché nella vita le sicurezze ci permettono di respirare meglio; non saprei quale sia il «perché» vincente, ma una cosa è certa: insieme proveremo a esplorarla non a partire da noi, ma a partire da lui, da Gesù e dal suo annuncio, decisamente molto oltre le nostre logiche. E poi proveremo a trasformarla in scelte concrete e sostenibili ;-)

Seguiamo i cinque "step": La parola a Gesù; Vuoi essere felice?, Se la felicità fosse...; Alla ricerca di senso; Connessi con Dio (vedi Introduzione).

1 logo parolaLa Parola a Gesù

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli». (Mt 5,3)

«Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli e disse: "In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere"». (Lc 21,1-4)

È lapidaria la sua Parola. È senza orpelli e fronzoli. Secca e trasparente. Felici sono coloro che non hanno nulla da difendere, coloro che sono privi di sicurezze a cui aggrapparsi, coloro che non vivono circondati da barriere protettive. I poveri in spirito sono i disarmati da qualsiasi genere di ricchezza: sia essa materiale, morale o spirituale. Occhio: non sono i miseri, cioè i pieni di miserie; sono i poveri di ricchezze, cioè i ricchi di semplicità. I poveri in spirito sono coloro che mettono in gioco la vita, che non hanno nulla da difendere e proprio per questo si lasciano coinvolgere, raggiungere, inviare. Loro sono tanto poveri e disarmati da riuscire «possedere» Dio, il suo cuore, la sua compassione. Possiedono il Regno, non come promessa futura; lo possiedono già qui e ora perché sono fratelli e sorelle che vivono e operano secondo le logiche di quel Regno. Le loro scelte non sono segnate dal privilegio, dal potere, dal dominio, dal bisogno di stima e sicurezze. Per loro, il segreto della felicità sta in una sola parola: con-divisione.

3 logo gioiaVuoi essere felice?

La domanda è diretta e lapidaria come la proposta. Oggi, Gesù dice a te, a me, a ognuno: vuoi essere felice? Se sì, allora scegli la via della felicità... la via di quella felicità che sa essere vera per tutti; che si costruisce non sulle macerie causate dai privilegi di pochi o di molti, ma sulla roccia del condividere con tutti. Abbandonare gli scudi di difesa e iniziare il cammino verso la povertà dello spirito rende capaci di uno sguardo trasparente sul mondo; di un cuore capace di ascoltare il dolore; di mani che sappiano rispondere a tutti con le mille sfumature della carità.

5 logo annuncioSe la felicità fosse...

Mentre pensavo alla concretezza della beatitudine evangelica, quasi per contrasto, o forse no, mi è ritornata in mente la voce di «una donna in riva al mare, dipinta di blu». Di quella donna, e della sua storia, avevo sentito parlare grazie a una canzone molto recente, cantata da Irene Fornaciari nell'ultimo Sanremo (2016). Una donna, una delle tante che ogni giorni varcano il profondo e pericoloso blu (il mare) alla ricerca di una felicità possibile, per se stesse e soprattutto per i propri figli. Donne a cui spesso «il blu» porta via tutto: il passato e il futuro, la dignità e il frutto del loro grembo, l'amore. Donne davanti al quale la terra con i suoi figli si schiera come nemica e il cielo resta apparentemente in silenzio.

Ecco... la canzone Blu, in questo momento mi costringe a una sosta forse amara. Mi sento impotente davanti a tutto questo. Sento che la felicità diventa una bestemmia. Sento che Dio stesso avrebbe problemi nel riconoscere in quella povertà disarmata, una via di felicità. E forse lui non lo farebbe.

Ma allora? Qual è il senso di tutto questo? Io la intravedo una via, anzi un sentiero. Se quella donna disarmata dall'odio umano, riuscirà a incontrare un pescatore, un volontario, un fratello o una sorella disarmato dall'amore, e per questo capace di ascoltare il suo dolore, allora in quell'incontro la miseria e la misericordia si incontreranno, la disperazione sarà abbracciata dalla tenerezza. E allora, in quell'incontro, il Cielo parlerà e nuovi sentieri di felicità potranno aprirsi, per gli uni e per gli altri.

Blu
C'è una donna in riva al mare
dipinta di blu
guarda un punto all'orizzonte
mentre il sole va giù
e con la mano saluta
i giorni che passano
e volano a sud...
C'è una donna in mezzo al mare
vestita di blu
la prende in braccio un pescatore
bello come un gesù
e nel suo sguardo si arrende
l'amore purissimo
e senza un perché
allora gli parla di sé...

Irene Fornaciari, Sanremo 2016

vedi in fondo alla pagina il video ufficiale

 

6 logo ricerca sensoAlla ricerca di senso

Un senso c'è?! Tutto questo può avere una ricaduta concreta nella tua vita? Scrivilo nella nostra pagina FB Paoline e Giovani: anche tu sei beato, felice; anche a te «appartiene» Dio, anche tu puoi aprire sentieri di felicità. Come? Guardati attorno e ti sentirai chiamare. Poi, se ti va condividilo con noi!

7 logo connessioneConnessi con Dio

In uno spazio di silenzio, fermati a riflettere su quanto la Parola, il canto e la nostra condivisione a voce alta hanno suscitato in te; poi trasformalo in preghiera:

Maria, donna della gioia,
testimone fedele di una felicità nuova,
fa' risuonare in noi il Vangelo, Gesù Cristo,
come annuncio di vita e di pienezza.

Mariangela Tassielli, fsp

Scarica il PDF della scheda


Video ufficiale di Irene Fornaciari

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