Giovani, svegliate il mondo!

Sr Veronica Bernasconi, junior paolina, racconta l'esperienza vissuta durante l'Incontro mondiale dei giovani consacrati e consacrate, insieme a migliaia di partecipanti, e rilancia le sollecitazioni ricevute da papa Francesco.

Chi ha avuto la possibilità di seguire la settimana scorsa su Facebook la pagina dell'evento "Giovani svegliate il mondo" lo sa: sono stati giorni ricchi di entusiasmo! Questa la prima impressione di chi ha partecipato e condiviso con 5000 giovani l'Incontro mondiale dei giovani consacrati e consacrate (Città del vaticano, 15-19 settembre 2015). Tanti volti freschi, allegri, di tantissime congregazioni e tanti paesi del mondo. Diversi per colore, lingua, carisma e uguali nel desiderio di seguire Cristo, centro della nostra vita!

E l'impegno delle Paoline insieme a giovani consacrate di altre congregazioni (suor Josefina, Pie Discepole del Divin Maestro; suor Carlotta, Apostoline; suor Federica, Figlie di Gesù Crocifisso; suor Marta, Figlie della Chiesa; suor Francesca, Figlie di Maria Ausiliatrice, e altre che si sono aggiunte in seguito) è stato utile per dare visibilità a un evento importante per la vita consacrata che non è stato seguito da altri media come i giornali e le TV. La nostra presenza ha permesso a tante persone di conoscere e avere informazioni in tempo reale sulle varie esperienze.


Intense giornate

Le mattine ci hanno visto ascoltatori di diversi interventi di esperti sulla vita consacrata. La chiamata alla vocazione e la preghiera, la vita fraterna e la missione sono stati i tre temi affrontati dai vari relatori (le relazioni si possono scaricare in video e in file al link: giovaniconsacrati).

paoline bernasconi giovani svegliate mondo articolo 1Nei pomeriggi i gruppi di condivisione ci hanno visto protagonisti attraverso lo scambio tra noi. Gioie, difficoltà ma soprattutto la sensazione di non essere soli attraverso i racconti di ciascuno e le varie esperienze hanno caratterizzato questi momenti. Tutta la nostra giornata insieme, poi, si ricapitolava con la celebrazione eucaristica, centro della nostra fede e della nostra sequela di Gesù.

Durante le serate diverse associazioni, insieme alla congregazione per gli istituti di vita consacrata, hanno organizzato per noi dei cammini. Diversi sono stati i luoghi e gli obiettivi. Cammini missionari, di celebrazione e di adorazione, di incontro con le persone e di uscita, di bellezza e di evangelizzazione. Tutti miravano a farci incontrare la realtà dei fratelli e delle sorelle del nostro tempo in vari modi per essere testimoni concreti di preghiera e di carità.

Sono stati momenti forti: la preghiera di veglia iniziale, durante la prima sera in Piazza San Pietro, la festa in piazza il venerdì sera, 18 settembre, ricca di gioia, di testimonianze, di balli e la celebrazione eucaristica conclusiva nella Basilica di San Pietro. Numerosa è stata anche la partecipazione di altri religiosi e della popolazione romana a questi appuntamenti.

Tra i momenti più significativi per le emozioni e le parole impegnative che abbiamo sentito, c'è stata l'udienza con il Santo Padre. A tutti lasciamo le sue parole e le risposte alle domande che gli hanno rivolto i giovani consacrati:
1. Qual è stata la sua vocazione?
2. Quale la missione nella Chiesa dei giovani consacrati oggi?
3. Come possiamo evitare di cadere nella mediocrità nella nostra vita consacrata?

Risposte di papa Francesco

"Prima di tutto saluto i consacrati e le consacrate tra di voi che sono iracheni e siriani. Queste sono terre piene di martiri dei nostri giorni.

N 3: SOGNARE
Tocchiamo il problema grande e complesso della comodità nella vita religiosa. È il motivo della libertà e della mediocrità. La vita religiosa diventa sterile se perde la capacità di SOGNARE, di pensare in grande. Uno dei peccati che spesso si trova nella vita comunitaria è l'incapacità di perdono. Chiacchierare è terrorismo perché butta una bomba sulla fama dell'altro che non si può difendere. Viviamo in un tempo instabile, in una cultura del provvisorio e l'instabilità è la tentazione. Dio ha inviato suo figlio per sempre, non per un po'... Quindi la nostra scelta non deve seguire il sentire ma dobbiamo prendere impegni definitivi.

N. 2: TESTIMONIARE
L'evangelizzazione che brucia nel cuore è lo zelo apostolico. Evangelizzare non vuol dire fare proselitismo, non è convincere ma è TESTIMONIARE CON LA VITA che Gesù è vivo. Lo studio non basta, se il tuo cuore non brucia, non puoi testimoniare. Devo ringraziare la testimonianza delle donne consacrate che hanno il desiderio di andare sempre in prima linea perché sono madri. La suora è l'icona della madre Chiesa e di Maria.

N. 1: VICINANZA e PROFEZIA
Seguire Gesù più da vicino in maniera profetica. I consacrati devono essere vicini tra loro e con il popolo di Dio. Non dobbiamo mai perdere la memoria dell'incontro con Gesù e della propria vocazione. Nei momenti bui dobbiamo tornare alle fonti. Del Vangelo mi ha affascinato la sua vicinanza a me, anche nel momento del peccato. Ho sentito, uscendo da giovane dal confessionale, che qualcosa è cambiato. Il Signore ci incontra sempre definitivamente. VICINANZA deve esser una parola chiave, PROFEZIA con la nostra testimonianza è quanto ci è chiesto. No al narcisismo, sì all'adorazione. Dobbiamo crescere in questo atteggiamento adorante che ci mette al riparo dal narcisismo".


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