Il viaggio continua...

"Sui passi di Paolo" alla scoperta di Timoteo

Ci sono sempre altre strade da percorrere, altre persone da conoscere, altri limiti da superare, altre vette da raggiungere. La marcia "Sui passi di Paolo" della Famiglia Paolina è arrivata alla terza edizione. Eppure l'esperienza non è sempre uguale né nei luoghi toccati né negli argomenti affrontati perché Paolo e i suoi scritti sono una risorsa inesauribile, il Vangelo e il rapporto con Gesù cambiano e crescono con chi desidera stringere una relazione con lui.

Dopo aver conosciuto l'Apostolo, il suo incontro con il Risorto e i suoi viaggi camminando il primo anno da Pozzuoli a Roma, l'anno scorso ci siamo avvicinati alle sue prigionie, alla testimonianza di amore per il Signore fino a sopportare grandi sofferenze e fino al martirio calcando i sanpietrini romani e visitando i luoghi in cui è passato.
Che dire d'altro? Cosa fare ancora? Paolo è morto, gode la felicità del paradiso ma noi non abbiamo più niente da raccontare... invece no: la Parola di Dio non è incatenata, come dice lui stesso, la tomba non è la fine; questo è quanto desideravamo, come animatori, far vivere in prima persona ai giovani. Come lui è stato discepolo di Cristo, così altri a lui vicini hanno raccolto il testimone, hanno rimesso in moto l'annuncio, incarnandolo nella storia. Compagno e amico fedele di Paolo è stato proprio Timoteo che ha raccolto la sua eredità, ha masticato il Vangelo, ha guidato la comunità. È riuscito a farsi portatore della speranza anche dopo la morte: la leggenda narra che il suo corpo sia stato trafugato dalla Turchia e portato a Termoli dopo una crociata. Allora dovevamo partire per farlo conoscere a questa generazione di giovani alla ricerca di testimoni, per sentire come la fede passa di bocca in bocca, di metro in metro, senza fermarsi.

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Punto di partenza della nostra marcia, il 21 luglio, è stato Roma. Si parte da qualcosa di noto, si parte perché qualcuno manda e san Paolo, la sua motivazione, la sua vita donata, è colui che ha indicato le tappe e che ci ha ricordato la meta.
Visitare la basilica delle Tre Fontane e di San Paolo Fuori le Mura è stato come riallacciare un legame, sintonizzare i giovani partecipanti provenienti da molte parti d'Italia sulla stessa lunghezza d'onda con la convinzione che si può vivere per Qualcuno e fino in fondo.
Il 23 luglio è iniziato il nostro viaggio, questa volta in pullman, fino a Castelpetroso, luogo del santuario mariano più importante del Molise. Il tragitto, si sa, è l'occasione per dialogare e scoprire e ogni giorno siamo stati accompagnati da un diverso argomento emerso dalle due lettere di Paolo proprio a Timoteo, aiutandoci a conoscere meglio entrambi. Proprio in queste lettere abbiamo ascoltato della famiglia dell'Apostolo, quella mamma e quella nonna che lo hanno educato; questo ha aiutato i giovani a confrontarsi con la loro storia umana e cristiana.
Il cammino permette di riflettere e il 24 luglio, nel percorso a piedi tra Bonefro e Casacalenda siamo entrati nelle pieghe dell'amicizia che ha legato i due discepoli, la stessa che li ha uniti a Gesù. Anche oggi la fraternità è opportunità che, pur nelle fatiche, ristora la vita. Da loro due i giovani possono assaporare l'impegnativa qualità di questo affetto. Il 25 luglio abbiamo superato Larino e la prima stanchezza ha dato la possibilità comprendere la metafora dei versetti che parlano dell'allenamento che il nostro corpo richiede, ma anche la nostra fede.
In ogni tratto di sentiero percorso, durante le mattinate, ci sono stati momenti di condivisione, di gioco, di preghiera, di silenzio e di dinamiche per godere la bellezza di ogni momento. I pomeriggi erano il "pit-stop", momenti di ristoro per il corpo ma anche per lo spirito: la condivisione del vissuto, le riflessioni e la celebrazione eucaristica insieme. I giovani hanno apprezzato che le riflessioni siano state guidate dagli animatori stessi, a turno, noi che abbiamo abbracciato le parole di Paolo, il Vangelo e la testimonianza personale.
Abbiamo scorto la meta, carichi di emozioni raccolte e volti incrociati il 26 luglio. Accolti prima dagli ospiti della casa famiglia Iktus che hanno condiviso con noi il loro cibo e le loro storie ferite, siamo arrivati alla cattedrale di Termoli dove sembrava proprio che Timoteo ci aspettasse.

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Grazie al gruppo Pietre vive abbiamo raggiunto il Santo attraverso momenti di approfondimento storico ma anche di preparazione interiore. L'approfondimento della Scrittura, la gioia e la responsabilità dell'annuncio e del servizio, l'esigenza di una vita quotidiana che esplode di entusiasmo e di bene sono state le esperienze che hanno scandito i nostri giorni nella città, sotto la protezione di don Benito e dei fedeli della parrocchia di San Timoteo.
Il grazie è la parola che desideriamo esprimere, noi giovani accompagnatori della Famiglia Paolina, ai tanti che hanno reso possibile e bello ogni dettaglio e tutta l'avventura; ma anche ai giovani che si sono lasciati interpellare e si sono messi in gioco con coraggio, allegria e impegno. E ora si ricomincia. Sì, siamo tornati dal pellegrinaggio, ci siamo salutati consapevoli di aver appesantito i nostri zaini di profondità e bellezza, di relazioni e pensieri, di sentimenti e di domande. Ma il viaggio vero continua...


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