Giovani e... vacanze

Estate: caldo, sole, mare, spiaggia, monti, relax... insomma, è il tempo privilegiato per le vacanze, per realizzare quanto desiderato e atteso durante il corso dell'anno.

Forse per molti le vacanze saranno più sulla carta che reali ma, anche restando in città, in questa stagione tutti cerchiamo di staccare la spina dall'ambiente ordinario, di trovare nel periodo estivo un punto di "rottura" dalle molteplici attività quotidiane.

Se cerchiamo il significato etimologico del termine "vacanza", troviamo che deriva da vacantia, sostantivato neutro plurale di vacans, participio presente del verbo latino vacare ossia essere vuoto, svuotato dai pensieri, dalle preoccupazioni che abitano continuamente la mente, essere libero di gestire il proprio tempo ma soprattutto di riempirlo di significato. Un tempo programmato secondo validi criteri.
Le vacanze dovrebbero essere giornate "vuote" ossia non risucchiate dai vari impegni quotidiani, ma tempi in cui rallentare i ritmi frenetici, fare cose diverse da quelle che facciamo normalmente, lasciandoci prendere dal cosiddetto ozio che non è sinonimo di pigrizia o del "dolce far niente", ma tempo per rigenerare le proprie energie psico-fisiche-spirituali e per aprirsi alla sana creatività della vita.

Per i più giovani il periodo estivo può essere associato a evasione, gioco e perfino trasgressione, ma può essere anche tempo per favorire la propria formazione, per apprendere una nuova lingua, per rileggere la propria vita, per dedicarsi agli altri, per fare l'esperienza di un pellegrinaggio, per fermarsi e chiedersi: "Che cosa sto cercando?".

«L'estate - ha detto il Papa emerito Benedetto XVI – è il tempo per sostare, per verificarsi, per riprendere in mano la propria vita. Tempo per sé, tempo per gli altri, tempo per le amicizie, tempo per l'essenziale, tempo per lo spirito, tempo per Dio. È un tempo creativo. È il tempo per la bellezza. Il tempo libero è certamente una cosa bella e necessaria, ma se non ha un centro interiore esso finisce per essere un tempo vuoto che non ci rinforza e ricrea».

Cari giovani, per dare qualità alle vacanze vi consiglio di investire almeno su tre «C».

  1. Condividere: uno dei maggiori bisogni della nostra società, ricercato nei modi più svariati, è il contatto, la vicinanza in una relazione. Chissà quanti post condividete sui social durante le vostre giornate. L'estate è un'opportunità per condividere non solo con "il prossimo digitale" ma anche per spendere un po' di più del vostro tempo con familiari, amici e conoscenti attraverso piccoli gesti, piccole attenzioni.

  2. Conversare: gustate il momento di una gradevole conversazione con un amico o un'amica che non vedete da tempo. Non fatevi prendere dalla fretta, ma donate il vostro ascolto, lasciatevi incuriosire da chi vi è vicino.

  3. Coltivare: per concentrarci e fare scelte adeguate, per ascoltare la propria interiorità, per stupirci di fronte alla bellezza di un tramonto occorre coltivare il silenzio. Non vivete come un dramma la mancanza di campo, l'assenza temporanea di segnale. Riscoprite il valore del silenzio come un'opportunità per riflettere e per posare lo sguardo sulla bellezza di ciò che vi circonda.

Buone vacanze a tutti... con le tre «C»!


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