Il monte Sion

Simboli biblici

Il riferimento a Sion nella Bibbia compare 180 volte e indica la parte alta di Gerusalemme. La prima citazione riguarda una piccola porzione di terra promessa (Gs 19,19). Successivamente indica la rocca che Davide conquista dai Gebusei che diviene la "città di Davide" (2Sam 5,6-9; cfr. 1 Cor 11,5).

Dopo che Davide vi fa entrare l'arca dell'Alleanza (2 Sam 6,12-19), Sion viene detta "dimora di Dio". Quando il re Salomone vi costruisce il Tempio, che rappresenta la presenza di Dio in mezzo al suo popolo (cfr. 1Re 8,10-13. 30), il nome Sion designa il monte del Tempio. In seguito Sion indicherà non solo tutta Gerusalemme ma anche tutto Israele (Sal 2,6; Is 52,1; 2Re 19,31) e i suoi abitanti sono definiti "Figli di Sion" (cfr. Mic 4,10-13; Sof 3,14-18; Zc 2,14; 9,9-10).
A Sion il popolo si reca in pellegrinaggio, compiendo la sua ascesa, per incontrare il Signore trascendente che abita nel suo Tempio santo. Il legame con Sion lo libera dalla dispersione delle alture che provocava l'idolatria denunciata dai profeti (Ger 2, 20; 3, 23). Sion è «Il suo monte santo, altura stupenda, è la gioia di tutta la terra. Il monte Sion, dimora divina, è la città del grande Sovrano» (Sal 48,3). Ecco perché Sion fu un rifugio sicuro e incrollabile (cfr. Gl 3, 5; Sal 125, 1). Se, però, Sion a causa del suo comportamento si trasforma in una spelonca di ladri (Ger 7,8-11; cfr. Lc 19,45), Dio nella sua libertà esce dal Tempio. A differenza del monte Sinai, che costituisce un fondamentale evento del passato, il monte Sion occupa un posto privilegiato nella letteratura escatologica. Per il profeta Isaia è luogo simbolico di pace e universalità perché su di esso alla fine dei tempi affluiranno i popoli, dopo aver abbandonato le armi di guerra: «Venite, saliamo sul monte del Signore» (Is 2, 2s). Su questo monte Il Signore preparerà un grande banchetto per i dispersi che avrà radunati e per gli stranieri (cfr. Is 25, 6-10; 27, 13; 66, 20; 56, 7). Zaccaria profetizza che, anche se il paese sarà trasformato in pianura, Gerusalemme si eleverà tranquilla e sicura e tutti dovranno salirvi sempre ogni anno per adorare il re, il Signore (14, 10; 14, 16ss). Nel Nuovo Testamento, in particolare l'Apocalisse, Sion è la Gerusalemme celeste. Alla fine dei tempi, l'Agnello, che è Gesù morto e risorto, sta ritto sul monte Sion (14, 1) che non è più il luogo su cui è costruita la città terrena (cfr. Ez 40, 2), ma la sede dove si contempla la santa Gerusalemme che scende dal cielo (Ap 21, 10).

Da sapere

  • Il monte Sion nella tradizione religiosa rabbinica è identificato con il monte Moria dove Abramo si recò per sacrificare il figlio Isacco e dove fece esperienza del volto paterno di Dio che ama la vita e la salva dalla morte (Gen 22). I padri della Chiesa identificheranno il monte Moria con il luogo del Cranio, il Calvario (cfr. Mc 15,22; Gv 19,17) dove Gesù sacrificò la sua vita, ma il Padre il terzo giorno lo risuscitò.
    L'evangelista Luca saluta Maria come Figlia di Sion, cioè la personificazione ideale dell'Israele fedele degli ultimi tempi. Lo si deduce dal racconto dell'Annunciazione che è descritto con le parole e le immagini delle profezie indirizzate alla figlia di Sion (cfr. Sof 3,14-17; Gio 2,21-27; Zac 2, 14-15 e 9, 9-10).

 

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