La Santa Famiglia attraverso la pittura

A parlare di famiglia, in questo libro, è l’arte e l’arte è un linguaggio universale, simbolico certo, ma di un simbolismo molto concreto, capace di fissare anche con un solo dettaglio concetti e verità che avrebbero bisogno di molte parole per essere espressi compiutamente.

Il 19 marzo 2016 Papa Francesco pubblicava l’Esortazione apostolica sull’amore nella famiglia Amoris Laetitia. A cinque anni esatti da questa pubblicazione il Papa ha inaugurato l’Anno Famiglia Amoris Laetitia, un anno di riflessione e approfondimento dei contenuti dell’Esortazione, che si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro mondiale delle famiglie a Roma con il Papa. Sono molte le iniziative pastorali e culturali che, in diversi ambiti, hanno preso vita per rispondere all’invito di papa Francesco. Sono molte anche le pubblicazioni, a diverso livello, che offrono stimoli di riflessione e di studio sui temi della famiglia.

La famiglia è la prima palestra dove si impara a investire nel futuro. È molto di più della somma delle persone che la compongono; è una comunità che trasmette valori, condivide fatiche, gioie e speranze. Pe questo deve essere tutelata e sostenuta soprattutto quando la società è attraversata da crisi profonde e per certi versi, inedite.

Nel panorama delle pubblicazioni sulla famiglia, un libro-strenna molto curato e decisamente originale nel suo percorso è La Santa Famiglia attraverso la pittura. A parlare di famiglia, in questo libro, è l’arte e l’arte è un linguaggio universale, simbolico certo, ma di un simbolismo molto concreto, capace di fissare anche con un solo dettaglio concetti e verità che avrebbero bisogno di molte parole per essere espressi compiutamente.
La Santa Famiglia è un tema che nel corso dei secoli è stato celebrato da molti artisti e in questo libro ne abbiamo una nutrita documentazione. A guidarci in questo viaggio dentro la bellezza è Vincenzo Francia, docente di Iconografia mariana presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma e che per Paoline ha già pubblicato un altro libro-strenna: Maria attraverso la pittura.

Nell’Introduzione al libro l’Autore, commentando una frase del poeta brasiliano Vinícius de Moraes: «La vita è l’arte dell’incontro» scrive, «La famiglia è la “bottega” nella quale l’arte dell’incontro diventa concreta. La famiglia nasce da un incontro e genera incontro. In un clima di affinità e diversità, di amore e progettualità, di confidenza e speranza reciproca, essa è capace di educare all’incontro… La famiglia è la vittoria dell’accoglienza sull’estraneità».
Nelle opere che l’Autore ci presenta c’è la Santa Famiglia e ogni famiglia, perché quella che chiamiamo Santa Famiglia è una famiglia che non ha avuto corsie preferenziali, privilegi che potessero semplificare la particolare esperienza umana. Nella vita dei suoi membri c’è stato tutto: per Maria la fatica di capire un progetto che non aveva messo in conto e di accoglierlo, compreso il rischio di una condanna. Per Giuseppe il dubbio molto faticoso da gestire e la risorsa di un amore più grande di ogni ostacolo. Povertà e disagi al momento della nascita del loro Bambino, la fuga dai potenti della terra che non volevano ostacoli né concorrenti, l’esilio dove ricostruire l’essenziale e poi il ritorno nella loro terra, anche lì per ricominciare.

I Vangeli sono molto parchi di dettagli e, nelle note che accompagnano i commenti alle opere presenti nel volume, l’Autore ci informa che molti dettagli ci sono pervenuti dagli scritti che vengono definiti apocrifi, cioè nascosti, lontani dall’uso comune. Così scrive Mons. Francia riferendosi a questi testi: «Queste opere, piuttosto brevi e in molti casi giunte fino a noi in maniera frammentaria, non furono accolte dalle comunità cristiane nel loro complesso… perché certamente non di origine apostolica». A questi apocrifi si sono ispirati molti artisti. Basti pensare - solo per citarne due famosissime - a opere come L’incontro tra Gioacchino e Anna di Giotto e Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, che sono commentate in questo volume.
Questi apocrifi raccontano particolari che hanno alimentato l’ispirazione degli artisti e ci aiutano a immaginare momenti di vita familiare comuni a tutte le famiglie. Le riproduzioni di questo volume ci rendono più facile immaginare i momenti di tenerezza e di relax della Santa Famiglia. L’opera del Murillo, riportata anche nella copertina del libro, così è commentata dall’Autore: «La vicinanza all’osservatore è totale. Non c’è nessuna barriera tra loro e noi… Il grande pittore spagnolo… è riuscito a cogliere l’incanto di un momento di vita quotidiana…». In un contesto di dolcezza semplice e sobria e di laboriosità c’è spazio per il gioco, per un tempo di reciproca attenzione. Di questo tempo donato e ricevuto le nostre famiglie hanno una grande nostalgia e un grande bisogno e il dipinto suscita proprio questa nostalgia.

Nel volume ci sono anche quadri di pittori moderni che riflettono la centralità del tema del lavoro, divenuto un tema cruciale dall’800 in poi. Il santo artigiano Giuseppe nella sua bottega, insegna al giovane Gesù l’arte del falegname e insieme gli trasmette la dignità del lavoro.
Un percorso quindi che attraversa i secoli e che fa sentire la Famiglia di Nazareth contemporanea alle nostre famiglie, fatiche, gioie e dolori compresi.

Il libro si conclude con un corposo glossario, che accompagna lettrici e lettori che desiderano conoscere gli artisti che hanno creato le opere pittoriche presenti nel libro, approfondire concetti e termini legati alla storia dell’arte, ma anche concetti e nomi relativi all’ambiente biblico a cui le opere fanno riferimento.
Lo stile dell’Autore, rigoroso e puntuale, è ricco di pathos. Il risultato è un libro che informa, sollecita la riflessione e, nello stesso tempo, rende vicini a lettrici e lettori la bellezza e lo splendore dell’arte.

Leggi un estratto del libro

La Santa Famiglia

attraverso la pittura

Consapevole della forza comunicativa dell’arte, la Chiesa ha sempre mostrato grande interesse per tutta la produzione artistica, in particolare per quella figurativa, tanto da considerarla Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri.


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