“Come terra assetata” è una raccolta di canti pensati come un itinerario spirituale per la Quaresima. Un cammino dal deserto verso la Luce e la speranza della Pasqua, per un’esperienza di ascolto e adorazione.
L’autore e compositore Antonio Napolitano fin da giovane ha trovato nella musica sacra una strada privilegiata di evangelizzazione e di incontro con Dio. All’interno del movimento del Rinnovamento nello Spirito Santo ha ricoperto per diversi anni il ruolo di responsabile del servizio di musica e canto del proprio gruppo e si è particolarmente distinto come autore. In questa sua raccolta, Come terra assetata, i brani sono pensati come un unico itinerario spirituale quaresimale. Non, quindi, come una semplice successione di canti, ma un vero e proprio cammino dell’anima che accompagna il credente dalla spogliazione interiore alla speranza della Pasqua.
Napolitano descrive così il suo lavoro: «Il filo conduttore è il deserto: luogo biblico di silenzio, prova, verità e incontro. In questi canti il deserto non è solo uno spazio simbolico, ma l’esperienza concreta dell’uomo che, liberato dal rumore e dalle maschere, si lascia nuovamente parlare da Dio. È lì che la Parola risuona, che il cuore viene purificato, che la misericordia rialza e rinnova».
L’autore prosegue: «La raccolta si apre con l’invocazione del cuore contrito, che riconosce la propria fragilità e chiede di essere ricreato. La preghiera penitenziale e il grido del Kyrie non sono espressione di colpa sterile, ma l’inizio di un ritorno fiducioso: Dio è fonte di misericordia, non giudice distante. Da qui nasce il desiderio profondo di lasciarsi guidare, passo dopo passo, nel deserto della vita, sostenuti dalla Parola che diventa luce e forza.
Nel cuore del percorso, i canti conducono a un’intensa esperienza di ascolto e adorazione. Il silenzio diventa abitato, il nome di Gesù scende nel profondo, la preghiera si fa continua, interiore, viva. Cristo non è solo colui che guida dall’esterno, ma colui che dimora dentro, presenza che riscalda, consola, sostiene nella prova.
Il centro teologico e spirituale della raccolta è la Croce, contemplata non come scandalo o sconfitta, ma come trono d’amore e sorgente di vita. Dalla Croce sgorga la grazia che guarisce, perdona e apre alla libertà. Qui il cammino quaresimale raggiunge la sua verità più profonda: morire a ciò che non è amore per rinascere in Dio.
Da questa contemplazione nasce una preghiera nuova: Resta con me Signore. Il credente non chiede più solo di essere guidato, ma di non essere lasciato solo nel cammino. È la fede che matura, che riconosce la presenza del Risorto nella fragilità quotidiana, nella comunità, nel passo incerto che si affida.
La raccolta si conclude con uno slancio luminoso e missionario: camminare verso la Luce con il cuore rinnovato, pronti a tornare nella vita di ogni giorno come testimoni di misericordia. La Quaresima non si chiude nel silenzio, ma si apre alla speranza, alla fedeltà di Dio che accompagna, alla Pasqua che già germoglia».
«Questi canti, pur non essendo nati esclusivamente per la celebrazione eucaristica, si prestano naturalmente anche all’uso liturgico. Sono pensati soprattutto per momenti di lode, adorazione, preghiera personale e comunitaria, veglie, Via Crucis, ritiri spirituali e percorsi quaresimali, ma possono trovare collocazione anche nella Messa, grazie al loro linguaggio biblico, essenziale e profondamente ecclesiale. Nel loro insieme formano una raccolta che non si limita a essere ascoltata, ma chiede di essere abitata: un cammino che accompagna, interroga, consola e conduce, passo dopo passo, dal deserto alla luce, dalla croce alla vita, dalla fragilità alla speranza pasquale».