Che festa! Non siamo mai soli

Tutti i Santi - Solennità - Anno C - 2019

I Santi: i nostri più fidati compagni di viaggio.

La festa di Tutti i Santi "era" per il popolo cristiano una delle più sentite e belle. "Era", perché in pochi anni le zucche di halloween l'hanno pesantemente ridimensionata, lasciando qualche scampolo negli anziani, e quasi azzerandola nei bambini, nei giovani, negli adulti. Inutili il lamento e le recriminazioni contro la cattiveria dei tempi. L'unica strada da percorrere, più che cercare di "battezzare" zucche e streghe, è rilanciarla e rivitalizzarla, riscoprendone il significato profondo e gioioso: i santi ci assicurano che non siamo mai soli.

Chi sono, infatti i "santi"? Sono, ovviamente, quei cristiani che vediamo nei quadri e nelle statue delle chiese, e dei quali molti di noi portano il nome. Sono tanti, ma non basta. "Santi" sono anche coloro – e qui sta la bellezza di questa festa – che nel silenzio e con coraggio hanno vissuto facendo del bene a tutti, «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua», ci rivela l'Apocalisse. Non basta ancora, perché "santi" sono anche coloro che, oggi, tra di noi, cercano la felicità nelle parole di Gesù: «Beati i poveri in spirito, beati quelli che sono nel pianto, beati i miti, beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, beati i misericordiosi, beati i puri di cuore, beati gli operatori di pace, beati i perseguitati per la giustizia». C'è di più! A quelli degli altari, a quelli della moltitudine immensa, a quelli che vivono secondo le Beatitudini, vanno aggiunti coloro che pur non conoscendole, le seguono amando gli altri. Tutti insieme sono una riserva enorme di bene che, raccolta da Gesù risorto in un grande motore di ricerca, infinitamente più potente di Google, viene ridistribuita a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto e di incoraggiamento per vivere bene e per fare del bene.

Non siamo mai soli perché sulla strada del bene camminano con noi tutti coloro che adesso la percorrono, ma anche quelli che già l'hanno percorsa. Nel Cristo risorto, infatti, siamo tutti contemporanei. I genitori defunti rimangono accanto ai figli per assisterli. I figli morti prima dei genitori, restano accanto a loro per aiutarli a superare il dolore per la perdita. I nonni che non hanno avuto il tempo per godersi i nipotini li assistono amorevolmente come quelli vivi. Questa realtà è quella che i cristiani chiamano la "Comunione dei Santi".

"Chi ci assicura che è così? Mica li vediamo, mica li sentiamo, mica li tocchiamo?". Ce ne assicura la parola di Gesù, testimoniata dalla sua risurrezione. Un grande aiuto, però, ci viene dai "santi" degli altari, quelli ufficialmente dichiarati tali dalla Chiesa. Per finire sugli altari e nel calendario, infatti, non basta essere stati persone straordinariamente buone. Ci vogliono i miracoli, dei fatti impossibili da spiegare scientificamente. Ed ecco, allora, che il Papa dice: "Pio da Pietralcina, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II..., mi dicono che siete stati cristiani bravissimi e che adesso dal cielo ci proteggete. Voglio essere sicuro che sia così. Fate un miracolo, cioè qualcosa che soltanto se siete in Dio potete fare". Se Pio da Pietralcina, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II... fossero scomparsi nel nulla, se fossero un mucchietto di ossa e cenere nella tomba, non potrebbero fare un bel niente. Invece, tra la sorpresa e la meraviglia di tutti, Pio da Pietralcina, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II ... compiono ciò che si chiede loro. Più vivi di così... Se sono vivi i "santi grandi", sono vivi anche i piccoli: i nostri parenti e amici. Non fanno miracoli che finiscono sui giornali, ma ne fanno uno grandissimo: sono sempre accanto a noi e noi non siamo mai soli. Come si fa a non fare festa?

Letture del giorno

Ap 7,2-4.9-14; Sal 23 (24); 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a

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