Con Gesù il deserto rifiorisce

I Domenica di Quaresima - Anno A

La Quaresima non è una tradizione del passato, ma un tempo nuovo in cui, con Gesù, il deserto rifiorisce. Nel confronto tra l’Eden perduto e il deserto attraversato nella fiducia, il Vangelo delle tentazioni rivela il cuore del cammino quaresimale: riscoprire l’affidamento a Dio nelle scelte quotidiane. Le tre tentazioni di Gesù diventano così una chiave di lettura per trasformare la vita ordinaria in uno spazio di armonia, relazione e libertà autentica, dove la Parola di Dio è nutrimento e criterio di vita.

La Quaresima non è una vecchia usanza, ma un tempo nuovo da vivere.

Il giardino che il Signore Dio aveva piantato in Eden per collocarvi l’uomo «che aveva plasmato», con il peccato di Adamo ed Eva diventò un bene perduto con «i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all'albero della vita».
Nel deserto, dove lo Spirito lo condusse dopo il battesimo di Giovanni, Gesù ritrovò e riaprì il giardino perduto e «gli angeli gli si avvicinarono e lo servirono».

Questa trasformazione fu opera della fiducia in Dio. Perduta da Abramo nell’illusione di diventare Dio, fu ritrovata da Gesù che invece si fidò e si affidò. Nel giardino dell’Eden il serpente sibilò alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino… altrimenti morirete? Non morirete affatto! Anzi, sareste come Dio, conoscendo il bene e il male”». La donna gli credette, coinvolgendo anche l’uomo.
Nel deserto, il diavolo prova di tutto per insinuare in Gesù lo stesso dubbio: “Sei sicuro che Dio abbia veramente cura di te? Trasforma queste pietre in pane e sazierai la tua fame; conquista il potere e tutti si sottoporranno a te; metti Dio al tuo servizio e a tua disposizione”. Gesù non cede: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»; «Non metterai alla prova il Signore Dio tuo»; «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

La Quaresima per l’armonia

La Quaresima è il tempo in cui siamo chiamati a verificare quando e quanto in noi c’è dell’Eden e del deserto di Gesù; e quando e quanto affiora in noi la nostalgia «dell’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male». Lo scopo è togliere le zone del giardino, che permangono e si riproducono, per trasformarle nel deserto di Gesù, riconfermando e rafforzando la fiducia nel Signore Dio.
Per compiere questa verifica la parola di Dio ci esorta a confrontare le tentazioni di Gesù – che riassumono “ogni tentazione” (Lc 4,1-3) – con il nostro vissuto quotidiano.

La tentazione del “non di solo pane”

Ci viene facile vivere di “solo pane”, non così di nutrirci di «ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Per superare l’ostacolo non è necessario ricorrere a penitenze o eventi straordinari. Basta introdurre o rafforzare il “non di solo pane” nei pensieri, nelle parole, nelle azioni della vita quotidiana, dedicando più spazio e tempo al dialogo con il coniuge, i figli, i genitori anziani, gli amici; più spazio e più tempo alle motivazioni delle nostre scelte e delle nostre azioni; più spazio e più tempo alla preghiera almeno con un segno di croce per iniziare e chiudere la giornata, il pranzo e la cena; più spazio e più tempo a rinfrescare amicizie e a ricomporre rapporti troppo trascurati; più disponibilità a sottrarre tempo al cellulare, ai social, alla TV , per dedicarlo a esperienze di volontariato.

La tentazione del “gettati giù. Ci penserà Dio”

Questa tentazione può sembrare che non ci riguardi, perché sappiamo benissimo che, se ci buttiamo giù dalla finestra, non arriveranno gli angeli ma l’ambulanza o anche peggio. Invece ci riguarda moltissimo, perché è sempre subdolamente insidiosa la pretesa di chiedere a Dio di realizzare non la sua ma la nostra volontà.

La tentazione del “monte altissimo”

È la tentazione che ci spinge a essere “più” degli altri per avere qualcuno che o in famiglia, o nel lavoro, o con gli amici… pieghi le ginocchia davanti a noi, ci onori e ci incensi, dimenticando che «il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto», perché quando non è così iniziano tutti i guai a livello personale, sociale, mondiale, come è accaduto nella storia e come avviene oggi.


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