Guardare in alto per vedere bene in basso

I Domenica di Avvento - Anno C - 2015

"Segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti...". Quando accadrà tutto questo? Sta accadendo ora, non ce ne accorgiamo?

Non ci dicono niente le metropoli del mondo assediate dalla paura, le stragi, la guerra "mondiale a pezzi" con pezzi sempre più estesi e preoccupanti? Non ci dice niente il "fragore" del mare che inghiotte migliaia di profughi, e quello dei fiumi che rompe gli argini, disastrando tutto ciò che incontra? E le potenze dei cieli sconvolte per il cambiamento climatico provocato dai gas serra? Ciò che non accadrà chissà quando, ma che accade sempre (se non ne siamo convinti ripercorriamo la storia all'indietro, almeno fino a secolo scorso...) è la nostra provvisorietà. E' il non essere fatti per vivere per sempre.

Come vivere questa provvisorietà?

Ci sono due modi: tenere gli occhi bassi sulla nostra condizione, minacciata da nubi che ci tolgono il sole, oppure alzarli verso il cielo aperto, sicuri che da lì sta arrivando il Figlio dell'uomo con grande potenza e gloria.

Ed ecco l'Avvento che ritorna per stimolarci e aiutarci ad alzare gli occhi; per rinnovare l'impegno ad alleggerire i cuori appesantiti da dissipazioni (quante energie sprechiamo per cose inutili?), da ubriachezze (quante sbornie di mode e ideologie che non portano a niente?), da affanni della vita (quante preoccupazioni e ansie per cose che non le meritano?), per fare della memoria del "germoglio" nato a Betlemme, un passo avanti verso il ritorno del Signore con grande potenza e gloria.

Come far sì che l'Avvento sia tutto questo lo indica san Paolo: "crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi e verso tutti". L'esortazione dell'apostolo non ha niente a che spartire con la trita cantilena che "a Natale bisogna essere più buoni". E' l'invito forte ad alzare gli occhi verso l'alto, non per fuggire dalla durezza della realtà terrena, ma per vederla in maniera non offuscata, e per impegnarsi a far sì che i segni "nel sole, nella luna e nelle stelle, e l'angoscia sulla terra" siano i luoghi dove preparare la via all'Alfa e all'Omega della nostra esistenza e dell'intero universo.

L'Anno Santo della Misericordia ci aiuta a dare concretezza "storica" al "crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi verso tutti", riscoprendo e traducendo per i nostri giorni le antiche opere di misericordia corporali e spirituali, ritenute sorpassate con frettolosa superficialità.

In questa prima settimana puntiamo la nostra attenzione e il nostro impegno su due particolarmente urgenti e attuali: alloggiare i pellegrini, consigliare i dubbiosi.

Alloggiare i pellegrini

Ormai quest'opera di misericordia era stata consegnata all'industria del turismo, e bisognava stare attenti a non praticarla per non rischiare inconvenienti con la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate. La migrazione di masse di profughi l'ha riconsegnata a ciascuno di noi. Questi fratelli hanno bisogno del nostro amore, che significa certamente assistenza materiale, ma soprattutto disponibilità culturale e spirituale all'accoglienza. Stiamo attenti, perciò, a non schierarci con quelli dei muri, del filo spinato, del "subito a casa loro" perché ci creano un sacco di problemi e tra di essi possono nascondersi alcuni malintenzionati.

Come abitanti sulla stessa terra e tanto più come cristiani non possiamo illuderci di aspettare il Signore se non lo sappiamo accogliere in questi "piccoli", chiudendo loro il portafoglio, ma soprattutto il cuore.

Ed ecco il consigliare i dubbiosi

E' nostro dovere esercitare quest'opera di carità spirituale verso tutti coloro che intorno a noi, nella nostra comunità, e forse anche nella nostra famiglia, potrebbero lasciarsi influenzare da politici, giornali, trasmissioni televisive, social network che diffondono sentimenti e comportamenti contrari all'accoglienza. Naturalmente le due opere di carità non escludono la prudenza e le cautele necessarie.

"Ma se i rischi comunque rimangono?".
Esiste l'amore senza rischi?

Letture del giorno

Ger 33,14-16; Sal 24; 1Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28.34-36;

Condividi

guardare-in-alto-per-vedere-bene-in-basso.html

Articoli correlati

Newsletter

Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato su iniziative e novità editoriali
Figlie di San Paolo © 2022 All Rights Reserved.
Powered by NOVA OPERA