Il Battesimo è creare giustizia

Battesimo del Signore - Anno A - 2017

La domenica del Battesimo del Signore ci invita a riscoprire la dimensione della giustizia evangelica e a praticarla nel concreto del nostro quotidiano.

Non è facile passare dal "Bambinello" e dai segni del Natale che ancora riempiono la chiesa, al Gesù che esce dal Giordano, mentre si aprono per lui i cieli ed egli vede lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui, mentre una voce dal cielo proclama: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento». E' una scena che conosciamo. Anche sul "Bambinello" si erano aperti i cieli nella notte di Betlemme per annunciare al mondo la nascita del Figlio di Dio. Sì, oggi lo celebriamo il bambino di Betlemme, che ancora abbiamo negli occhi e nel cuore, mentre inizia l'opera per cui è venuto sulla terra.

Qual è questa opera? 

La si può descrivere in tanti modi. La liturgia oggi sceglie una parola che si ripete in tutti e tre i brani proclamati: la giustizia. "Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia" dichiara Dio per bocca del profeta Isaia. San Pietro: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga". E Gesù al Battista che esita ad accoglierlo tra i peccatori: "Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia".

La giustizia. Non identifichiamola subito con quella spesso per niente giusta dei nostri tribunali, incapace di intervenire velocemente ed efficacemente a bloccare il flusso quotidiano di imbrogli, di corruzione, di scandali nei più svariati settori della vita, dai più alti ai più bassi.

Non cadiamo nemmeno nella facile tentazione del lamento per la mancanza di giustizia e di condanna verso coloro che la offendono e la negano. Oltre a non servire a niente, dimenticheremmo che la parola di Dio non è una clava da adoperare contro gli altri, ma uno stimolo per la nostra conversione.

La giustizia che Gesù è venuto a realizzare è la conformità tra la volontà di Dio e la vita di ogni giorno. La volontà di Dio è che i suoi figli, senza preferenze di persone, si riconoscano fratelli e sorelle, cercando di volersi bene, di aiutarsi, di perdonarsi, di vivere in pace, senza violenze, falsità, sopraffazioni, sempre pronti a dare una mano a chi è più debole, con gli stessi sentimenti del Servo di Dio, di Gesù, che: non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità".

Il battesimo di Gesù, anche se il nostro battesimo non nasce qui ma nella sua morte e risurrezione, ci ricorda che, battezzati in lui, dobbiamo essere accanto a lui nel compiere ogni giustizia.

Questo impegno ci è stato "donato" quando eravamo bambini inconsapevoli. Gesù che esce dal Giordano e inizia a creare giustizia lungo le strade della Palestina, ci invita a prenderlo in mano liberamente e consapevolmente, e a viverlo lungo le strade della vita: la nostra Palestina.

Letture del giorno

Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17

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