Il Vangelo invita a riconoscere in Gesù il vero volto di Dio: «Chi ha visto me, ha visto il Padre». Di fronte al desiderio umano di “immaginare” Dio, Gesù supera ogni rappresentazione costruita dall’uomo, spesso simile a un “vitello d’oro”, rivelando un Dio vicino, misericordioso e concreto. Guardare a lui non significa fermarsi a un’immagine, ma tradurre il suo stile nella vita quotidiana, riconoscendo il volto di Dio nelle situazioni e nelle persone di oggi.
Vitelli d’oro sempre in agguato.
Terminata la cena, prima di uscire per andare all’Orto degli Ulivi, Gesù intrattiene con gli apostoli un lungo dialogo per prepararli a ciò che stava per accadere: l‘arresto, la condanna del Sinedrio e di Pilato, la morte in croce. Le ripetute assicurazioni che non sarebbero rimasti soli: «Vado a prepararvi un posto…»; «verrò di nuovo e vi prenderò con me»; «nella casa del Padre mio vi sono molte dimore» … riescono soltanto ad aumentare il timore che stesse per accadere qualcosa di terribile. Bisognava chiarire. A Gesù che assicura: «del luogo dove io vado, conoscete la via», Tommaso, quello difficile da convincere, reagisce quasi indispettito: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Filippo, quello che voleva insegnare a Gesù cosa si poteva fare o no: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo» (Gv 6,7), colpito dall’affermazione: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto», quasi spazientito chiede: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Prima di arrivare alla risposta di Gesù, fermiamoci sulla domanda dell’apostolo Filippo. L’avremmo fatta (e la facciamo) anche noi per soddisfare il desiderio incancellabile di sapere come è fatto Dio, perché per pensarlo e per pregarlo, abbiamo bisogno di un volto o comunque di un qualcosa che abbia contorni visibili, riconducibili dentro i margini della nostra esperienza e delle nostre capacità. È per questo che nella storia sono stati molti i tentativi di comporre l’immagine di Dio: un solenne e benevolo vecchio con la barba seduto sulle nubi; un occhio in un triangolo a cui è impossibile sfuggire; un giudice severo con una saetta in mano… Tutte immagini non immuni dal rischio di inventare un Dio a nostra immagine e somiglianza, un “vitello d’oro” come quello degli ebrei nel deserto.
Gesù, con il tono di benevolo rimprovero, dice all’apostolo: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre». Così dicendo afferma che l’unica immagine autentica di Dio è lui, che ha assunto la nostra “carne” proprio per farci vedere ciò che con i nostri occhi non è possibile. Questo significa che ogni altra immagine di Dio che non sia Gesù è arbitraria, imperfetta, fuorviante. Perciò quando ci domandiamo: come ci pensa Dio, come ci guarda, come mi sta vicino quando sto bene, quando sto male, quando ho sbagliato, quando l’ho rinnegato o tradito…, la risposta non può che essere una sola: Dio ci pensa, ci guarda, ci sta vicino, ci aiuta come faceva Gesù. Così scompare anche la paura del Dio che punisce, che manda malattie e disgrazie, che si dimentica di noi, che ci allontana perché siamo piccoli, deboli, peccatori: l’esatto contrario di quello che ha fatto Gesù. In ogni situazione di gioia, di dolore, di debolezza, di successo, di solitudine… possiamo alzare lo sguardo e vedere in Gesù il volto del Padre.
Guardare il volto di Gesù per conoscere quello di Dio non significa appendere un bel quadro alla parete, o portare fiori davanti alla statua in parrocchia, e rimanere lì estasiati. Al contrario, significa trovare la spinta e le indicazioni per l’operazione inversa, cioè per cercare il volto di Dio dentro la vita di ogni giorno, riconoscendolo in quello di Gesù che sana i lebbrosi, fa camminare gli zoppi, dà la vista ai ciechi, riporta in vita i morti, seguendolo e “aggiornandolo” a lebbrosi, muti, zoppi, ciechi di oggi. È così che la fede e la Chiesa si rinnovano, come al tempo degli Atti degli apostoli quando la giovane comunità cresceva, si organizzava, si rinnovava passo passo, vedendo il Padre nel volto di Gesù.