La gratuità non è un hobby

XXII domenica del Tempo Ordinario - Anno C - 2022

«Abbiamo ricevuto la vita gratis, non abbiamo pagato per essa» (FT 140)

«Quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali». Questo consiglio di Gesù sembrerebbe incoraggiare la falsa umiltà, cioè la tattica furbesca per ricevere onore e lodi, oppure per evitare figuracce e responsabilità impegnative. Non è così. Come in alcune parabole (il fattore disonesto lodato dal padrone, Lc 16,1-9; le vergini sagge che si rifiutano di condividere l’olio con le stolte, Mt 25,1-16…) Gesù ricorre alla provocazione per rendere più efficace il messaggio.
Osserviamo la scena. Invitato a pranzo da uno dei capi dei farisei per essere osservato e vedere se avrebbe rispettato o meno le loro leggi (Cfr. Lc 11, 37-38), da osservato diventa osservatore. Vedendo come gli invitati si contendono i posti migliori, suggerisce che, se si vogliono tenere comportamenti poco onorevoli, almeno siano intelligenti. Così almeno se ne potrà lodare la scaltrezza, come ha fatto il padrone dell’amministratore disonesto (Lc 16,8).

Non furbizia, ma gratuità

Se Gesù si fosse fermato qui, qualche incertezza sul senso delle sue parole, si sarebbe potuta anche avere. Ma c’è la finale, e come nelle parabole e lì che il messaggio si manifesta. Rivolgendosi a colui che l’aveva invitato – Gesù dice – «quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti», così «riceverai […] la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Come a dire: cambia gli invitati! Non offrire il banchetto a coloro che vengono per litigarsi i posti migliori e per fare opportunisticamente presenza, ma a quelli ai quali serve per vivere. Condividi le tue ricchezze! Così esse non saranno preda dei ladri e della ruggine (Mt 6,19), con la scoperta che «c’è più gioia nel dare che nel ricevere» (At 20,35). Le sue parole, in armonia con il suo insegnamento, sono l’invito a donare vita.

Un’anima per il nostro tempo

L’invito di Gesù alla gratuità è importante più che mai per la nostra società dominata dall’individualismo e dalle leggi del mercato, per i quali tutto ciò che è gratuito viene considerato quasi un hobby per persone, magari un po’ strane, che si dilettano a occupare il loro tempo in opere buone. Per il resto è tutto un do ut des, regolato addirittura da leggi…, proibiscono a un ristoratore di donare il cibo avanzato ai poveri, e ai genitori di farsi aiutare nel negozio dal figlio per non farlo andare in giro. Questa “aria che tira”, che poi diventa stile di vita delle singole persone, va contrastata. Questo impegno è talmente importante e urgente da spingere Papa Francesco a scrivere la lettera enciclica Fratelli tutti che analizza il problema dal punto di vista mondiale, sociale, personale. Alcune affermazioni: «la gratuità è la capacità di fare alcune cose per il solo fatto che di per sé sono buone, senza sperare di ricavarne alcun risultato, senza aspettarsi immediatamente qualcosa in cambio» (FT 139). «Chi non vive la gratuità fraterna fa della propria esistenza un commercio affannoso, sempre misurando quello che dà e quello che riceve in cambio. Dio, invece, dà gratis, fino al punto che aiuta persino quelli che non sono fedeli, e “fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni” (Mt 5,45). Abbiamo ricevuto la vita gratis, non abbiamo pagato per essa. Dunque tutti possiamo dare senza aspettare qualcosa, fare il bene senza pretendere altrettanto dalla persona che aiutiamo. È quello che Gesù diceva ai suoi discepoli: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)» (FT 140).

Non a parole

Il contrasto alla “dittatura del profitto” sta diventando sempre più condiviso, come dimostrano iniziative e manifestazioni a tutti i livelli. È necessario, però, non dimenticare che non bastano la protesta e la richiesta. L’esortazione di Gesù a invitare al banchetto della nostra vita «poveri, storpi, zoppi, ciechi» che non hanno da ricambiare non è per manifestanti ma per praticanti.

Letture del giorno

Sir 3,19-21.30.31 (NV) [gr. 3,17-20.28-29]; Sal 67 (68); Eb 12,18-19.22-24a; Lc 14,1.7-14

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