La Messa è sempre e comunque un atto di fede

XXI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - 2015

"Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno". Gesù conclude così il suo discorso nella sinagoga di Cafarnao. Il risultato?

«Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?", e da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.

Intorno a Gesù rimangono soltanto i Dodici. Forse sperano che il Maestro dia qualche spiegazione riservata, come spesso succedeva, per attutire quel discorso così ostico e umanamente incredibile. Invece niente! Gesù li sfida: "Volete andarvene anche voi?". Rimangono lì senza parole. Per fortuna c'è Pietro che, con la sua straordinaria e misteriosa capacità di fidarsi e di affidarsi, rompe l'imbarazzo: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio".

La presenza reale di Gesù nell'Eucaristia è il pilastro della nostra fede. Se crediamo egli è lì, affermiamo che le sue parole e la sua promessa di restare sempre con noi sono vere. Che è veramente risorto, altrimenti non potrebbe essere nostro cibo e nostra bevanda. Che per essere suoi discepoli dobbiamo essere pane spezzato e vino versato per i fratelli. Che senza nutrirci di lui è impossibile vivere sottomessi gli uni agli altri, in una comunione fraterna nella quale, pur rispettando i ruoli, nessuno cerca di prevalere sugli altri, perché intorno alla mensa del suo corpo e del suo sangue, si può accedere soltanto se in lui tutti ci si riconosce fratelli. .

Giosuè chiese al suo popolo di compiere una scelta chiara: servire il Signore oppure gli dei degli Amorrei. Una scelta ben più impegnativa ci chiede Gesù ogni volta che ci riuniamo per celebrare la Messa: "Credete in me che vi dono la mia vita, oppure credete di essere venuti a donarmi un po' del vostro tempo?".

Dobbiamo stimolarci e aiutarci a ravvivare e rivitalizzare la fede nella presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia e di conseguenza nell'importanza fondamentale della Messa per la fede e per vita cristiana, perché non sono pochi i segni che ne dimostrano l'urgenza, come si evince da alcune domande che circolano tantissimo tra i fedeli.

"Ho visto la Messa in tivù. Vale?".
"Invece di partecipare alla Messa, che mi annoia – io prego molto meglio da solo -, io vado a visitare gli anziani del ricovero. Un'opera di carità non è meglio della Messa? Poi, ho tanti amici che non vanno mai a Messa e sono persone oneste e generose, mentre conosco tanti che vanno a Messa, ma poi...". "A Messa vado quando me la sento, altrimenti non ha senso".

E' facile rispondere: "Vale per lei un pranzo visto in una trasmissione tivù?". "Senza la Messa si può certamente essere persone brave e generose, ma non capaci di amare tutti,anche i nemici, disposti a dare perfino la vita per loro". "Mangi soltanto quando ti va, oppure perché senza mangiare non saresti in grado di vivere in maniera sana e operosa?", ma il fatto che, nonostante le spiegazioni, queste domande aumentano sempre di più ci deve convincere che, per tamponare la diminuzione della partecipazione alla Messa della domenica, non basta lamentare il fenomeno.

Bisogna reagire con una catechesi efficace e seria in modo che ogni cristiano sia messo nella condizione di condividere le parole di Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio".

Letture del giorno

Gs 24,1-2.15-17.18; Sal 33, Ef 5,21-32; Gv 6,60-69

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