La libertà di scegliere tra bene e male è un dono che ci rende responsabili delle nostre azioni e che ci rende "umani". Gesù ci invita a dire no allo stalking, a non lasciarci guidare da influenze ingannevoli e a contrastare le fake news. Un richiamo a parole sincere, scelte consapevoli e relazioni autentiche, per vivere secondo i valori cristiani.
Non pretendere da Dio quello che ha affidato a noi.
Questa domenica, che ci porterà dopo il rito delle Ceneri nella nuova Quaresima, è un invito a verificare il cammino di fede compiuto fin qui, ricordandoci la libertà e la responsabilità delle nostre scelte con le parole del Siracide: «Egli [Dio] ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano… Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà». Grande dono e grande mistero! Dio ci lascia liberi di scegliere, anche di andare lontano da lui. L’Onnipotente al quale tutto è possibile non può, perché così ha deciso, obbligarci a seguirlo. Un grande dono al quale vorremmo rinunciare quando, impauriti dall’oscura forza del male, gli chiediamo perché non fa niente; perché non interviene; perché non pone fine alle guerre, alle stragi di persone innocenti e di bambini inconsapevoli. È un dono difficile da accettare, ma senza la libertà di scegliere tra il male o il bene, sulla terra ci sarebbero le pietre, le piante, gli animali, ma non le creature fatte a sua immagine e somiglianza: noi.
Allora qual è lo stato della nostra fede? Per valutarlo l’evangelista Matteo ci propone il discorso delle contrapposizioni con le quali Gesù non abolisce la Legge o i Profeti ma li porta al “pieno compimento”. Il testo è molto lungo, limitiamoci a tre «ma io vi dico» particolarmente attuali: lo stalking, l’influencer, le fake news.
Viene chiamata così la violenza, il fastidio, l’ironia, la cattiveria, che si esercita verso gli altri con il pensiero, con le parole, con i gesti che porta a uccidere l’altro o a indurlo ad uccidersi psicologicamente e perfino materialmente. Sentiamo Gesù: «Fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna». La cronaca giornaliera ci dice che comportamenti apparentemente innocui contro gente più debole e inerme producono effetti che fanno rabbrividire. Non sono scherzi innocenti, e Gesù è severissimo nel condannarli. Dobbiamo guardarcene perché non si uccide soltanto con la pistola o il coltello che sono nelle mani di pochi, ma anche con la parola e i gesti che sono nelle mani di tutti. A questo «ma io vi dico» è necessario dare molta attenzione perché non è sempre tanta, neppure tra coloro che dovrebbero praticare l’anti-stalking di San Paolo: «Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone» (Ef 4,29).
Dice Gesù: «Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te… E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».
L’influencer è chi, o un politico, o un campione, o un attore, o una persona qualunque, ha la capacità di convincere gli altri a pensare, dire, fare come vuole lui con una sudditanza difficilmente spiegabile. Ci sono le file - non di bambini - per riuscire ad appropriarsi dei labubu, mostriciattoli cinesi di sconcertante bruttezza. Questa sottomissione agli influencer dagli acquisti si trasferisce ai valori importanti che sottratti alla verità, passano al “lo fa lui, lo fa lei, lo fanno tutti e allora lo faccio anche io”. Ci stiamo rendendo conto che influencer di tutti i tipi (politici, attori, campioni, serie televisive, talk show…) coalizzati come fosse una congiura, stanno confinando la famiglia “tradizionale” e il “non commetterai adulterio” di Gesù in un retaggio dell’ignoranza e del potere clericale. Per gli influencer non c’è nessun occhio da cavare e nessuna mano da tagliare, perché lo scandalo non esiste. Anzi, va provocato perché è ciò che fa aumentare i follower e il guadagno.
«Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti. Ma io vi dico: non giurate affatto… Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno». La sincerità è la dote che tutti diciamo di avere: “Ho tanti difetti ma quello che ho nella lingua è quello che ho nel cuore”; “Io sono quello che: pane al pane e vino al vino!”; “io se devo dire qualcosa non la dico dietro le spalle”; “io sono quello che: basta la parola”. In realtà la sincerità è sempre stata una virtù vantata ma poco praticata. Oggi poi che con internet, i social, l’intelligenza artificiale… si può dire tutto di tutti senza poterne verificare la verità e l’autenticità. L’unico “basta la parola” è Gesù, che «non fu “sì” e “no”, ma in lui vi fu il «sì» (2 Cor 1,19).