Ma il bene è più forte del male

Assunzione della B.V. Maria - Anno C - 2016

Per comprendere il messaggio della straordinaria visione che la parola di Dio ci pone davanti in questa solennità dell'Assunzione, dobbiamo ricordare che l'Apocalisse non è sinonimo di disastro pauroso e irreparabile, come purtroppo viene comunemente inteso nel linguaggio corrente, ma il libro che spinge i nostri i nostri occhi a guardare al di là del velo dell'orizzonte umano.

Chiarito questo, fermiamoci a contemplare due segni: la donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle, e l'enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi. Senza pretendere di rendere tutto troppo chiaro ed esplicito, perché queste profezie non sono lezioni ma simboli che mantengono sempre una zona che sfugge al ragionamento, teniamoci alla interpretazione che da sempre ha dato la Chiesa: la donna è l'umanità, è la Chiesa, è il bene, riassunti nel simbolo di Maria. Il drago è il male: Satana che è il male fatto persona, e l'origine di ogni male.

La donna è debole, anzi più che debole, perché in una situazione di grande difficoltà: è incinta e grida per le doglie e il travaglio del parto.
Satana è forte. E' enorme. Ha una coda capace di trascinare e gettare sulla terra un terzo delle stelle del cielo. Apparentemente, quindi, non c'è partita: vincerà Satana. Invece è il drago a essere sconfitto.

Lasciamo il cielo e scendiamo sulla terra. La nostra visione è la stessa dell'autore dell'Apocalisse: lo scontro tra il bene e il male. Apparentemente anche quaggiù non c'è partita: vince il male. E' troppo forte! In questi ultimi mesi, chi non ha avuto la sensazione che la sua vittoria stesse per essere schiacciante e definitiva? E' forte non solo nell'agire del mondo, ma anche in ciascuno di noi, perché la morte vince sempre e ci porta via nei modi più diversi e dolorosi. Chi non ha questa sensazione di sconfitta quando perde un parente, un amico, un conoscente? Invece noLa parola di Dio ci assicura che la vittoria è del bene, perché il male, pur essendo potente non riuscirà mai a tirar giù sulla terra tutte le stelle del cielo, ma soltanto un terzo. E quel terzo sarà la sua sconfitta. Quel terzo di cielo illuminato è la nostra speranza. E' la nostra patria.

Maria assunta in cielo ci assicura che non è così.  

Sì, perché Maria, la creatura nella quale Chiesa ha identificato la donna vestita di sole,
ci testimonia che l'enorme drago rosso è vinto, e possiamo vincerlo con gesti assolutamente alla nostra portata:
andando "a visitare Elisabetta", cioè con piccoli gesti di carità.

Sì, perché Maria, assunta in cielo, è il primo frutto maturo della risurrezione di Gesù Cristo:
primizia di coloro che risorgono dai morti a vita eterna.

Sì, perché Maria, madre di Gesù è anche madre nostra.
E come madre aspetta i suoi figli nel cielo, sempre ricco di stelle
nonostante la coda dell'enorme drago rosso continui a volerle spegnere.

Sì, perché Maria non solo è la nostra speranza,
ma è anche il sostegno della nostra speranza.

Letture del giorno

Ap 11,19; 12,1-6.10; Sal 44; 1 Cor 15,20-26; Lc 1,39-56

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