Nella fede niente mezze misure

XXXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - 2021

Senza tante e complicate parole, due donne ci danno una bella lezione.

Cos'è la fede? Per rispondere a questa domanda sono state scritte montagne di libri, è stata spesa un'infinità di parole, con il risultato di ritrovarsi sempre al punto di partenza, con gli stessi interrogativi, gli stessi dubbi, le stesse incertezze. La Parola di Dio non ci dà una risposta "due più due fa quattro", ma ci indica le tracce per non imboccare strade sbagliate e risposte fuorvianti. Lo fa nel suo stile, non con ragionamenti complicati, con due splendide donne, due vedove: quella di Sarepta e quella del Tempio.
Nel versetto che precede il testo della prima lettura di questa domenica, ci viene fatto sapere che al profeta Elia il Signore aveva detto: «Àlzati, va' a Sarepta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Il profeta parte e si presenta alla vedova, che si trova in condizioni disperate, per fare eseguire l'odine del Signore. Non deve essere stato facile per Elia presentare la sua richiesta a una donna che gli confessa: «Ho solo un pugno di farina nella giara e un po' d'olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Il profeta però insiste: «Prima prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d'Israele». La donna si fida. Avrebbe potuto contrattare: "Va bene, preparo la focaccia e la mangiamo insieme". No, la prepara per il profeta, fidandosi della volontà del "Signore, Dio d'Israele". È per questa fiducia totale che «la farina della giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminuì».

Ma se poi...

Perché a noi non succede così? Perché se non ci pensiamo noi mettere da parte almeno un po' della nostra farina e del nostro olio, il Signore non ce le rifornisce e rimaniamo a secco? Il "perché" sta proprio in quel "almeno un po' messo da parte", cioè nella nostra paura che il Signore non ce lo ricarichi. Noi crediamo nel Signore, gli vogliamo bene, gli offriamo ogni giorno il nostro lavoro e quello dei nostri cari, cerchiamo di mettere in pratica la sua parola, però affidargli l'ultimo pugno di farina e le ultime gocce d'olio... Sì, noi ci crediamo che non verranno meno, ma se poi... "Ma se poi...". Ecco la mezza misura che non trova spazio nella fede, e che il Signore non accetta, perché di lui ci si deve fidare non soltanto un po', non soltanto tanto, non soltanto tantissimo, ma del tutto, come conferma l'altra straordinaria vedova, quella del Tempio.

Tutto quanto

Gesù sta osservando la gente che getta le offerte nel tesoro del Tempio, un grande contenitore con una bocca per raccogliere le monete. «Tanti ricchi ne gettano molte», preoccupandosi di non passare inosservati. La scena lo intristisce perché esalta l'ipocrisia che egli non si stanca di denunciare: «Guardatevi dagli scribi... Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere».
Poi ecco che arriva una «povera vedova» che va verso il contenitore e vi getta dentro «due monetine che fanno un soldo». Queste non rimbombano; non c'è il trombettiere che ne annuncia pubblicamente la quantità, ma Gesù ne sente la grandezza e la bellezza. Allora «chiama a sé i discepoli». Bellissimo! Convoca una riunione lì sul momento, all'istante, con un unico punto all'ordine del giorno: la fede della donna che, «così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Tutto quanto. Poco, ma tutto quanto. Non l'abbastanza. Chissà se la povera vedova, tornando a casa, ha trovato moltiplicate nel suo salvadanaio le due monetine gettate nel tesoro del tempio? E che fine avrà fatto? Il Vangelo non ce lo dice. Sicuramente, però, possiamo esserne certi, non sarà morta di fame.

"Ma come si fa? Non è chiederci troppo?". Gesù che maltrattava gli scribi e i farisei perché caricavano fardelli pesanti e difficili da portare sulle spalle della gente, non cade nello stesso errore, non ci chiede di presentarci a lui "belli e pronti" a donare "tutto quanto serve per vivere". Ci chiede la volontà decisa di abbandonare le mezze misure, in modo che, finché riconosciamo di aver trattenuto farina, olio e monetine senza essere riusciti a donarli per il Signore, senza indugio decidiamo di ricominciare a provare a togliere il "ma se poi..." e "l'abbastanza".

Letture del giorno

1Re 17,10-16; Sal 145 (146); Eb 9,24-28; Mc 12,38-44

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