La provvisorietà è la via giusta per i sentieri di Dio

III Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - 2015

La seconda lettura di questa domenica, non essendo collegata con la prima e il Vangelo, sfugge con facilità alla riflessione dell'omelia. In questa domenica, però, il breve testo di san Paolo merita la nostra attenzione, perché ascoltarlo senza nessuna riflessione può suscitare echi negativi.

Ascoltiamolo: «Quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente».

San Paolo ci esorta a essere indifferenti verso le realtà di questo mondo?
Se fosse così, i suoi consigli sarebbero disastrosi, perché, nella pratica (è accaduto nel corso della storia della Chiesa, e anche oggi questo rischio si sta riproponendo sotto altre forme) si tradurrebbero in matrimoni vissuti senza alcun impegno, come se il sacramento (e di conseguenza anche la vita consacrata) non avesse alcun significato; in completa indifferenza verso le sofferenze e le gioie della vita, da prendere o lasciare come capita; in uso superficiale e pressappochista dei beni sia materiali che morali che la vita terrena ci offre. Con altre parole, l'apostolo ci inviterebbe a non prendere sul serio questa vita, perché ciò che conta è soltanto quello che ci aspetta dopo.

Non può essere questo l'insegnamento di Paolo.
Se fosse questo, smentirebbe le sue lettere, nella quali raccomanda di vivere la fede come una battaglia, o come una gara sportiva da vincere a tutti i costi, superando tutto ciò che allontana dalla carità, l'unica strada che può introdurci per sempre dentro l'amore di Dio: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede» (2Tm 4,7); «Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato» (1Tm 6,12) ; «Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove» (Ef 6,13).

Per comprendere il senso autentico delle parole di Paolo è necessario fare attenzione alla frase che le introduce: «il tempo si è fatto breve», e quella che le conclude: «passa infatti la figura di questo mondo».

«Il tempo si è fatto breve», non perché è prossima la fine del mondo, ma perché qualunque sia il tempo che la "fine" impiegherà per arrivare, in Cristo risorto il mondo futuro è già presente. «Passa la figura di questo mondo». Passa la figura, ciò che appare, ciò che vediamo, non la realtà profonda che sta sotto la figura.

L'apostolo, così, è in perfetta sintonia con tutto il suo messaggio: Non vi lasciate imprigionare dalle "figure" della realtà, qualsiasi esse siano: la famiglia, le sofferenze e le gioie, i traffici e i beni terreni..., come se esse durassero per sempre, ma, essendo provvisorie, vivetele per costruire giorno per giorno la vita eterna alla quale siamo stati chiamati. In questo modo la provvisorietà non è una condizione che ci autorizza a trascurare la realtà terrena, ma, al contrario, è la motivazione per viverla con il massimo impegno, perché le cose passano, il tempo è breve, e ciò che trascuriamo, banalizziamo, lasciamo trascorrere con superficialità e nonsenso, non possiamo recuperarlo più. San Paolo ci esorta a vivere il presente non come in un cerchio chiuso su se stesso, ma come una spirale che ogni giorno sale verso l'alto.

L'apostolo ci aiuta così a comprendere il messaggio della prima lettura: la conversione è aperta a tutti e possibile a tutti, al contrario di ciò che pensa Giona.

Essa, però, non è la decisione occasionale, presa una volta, come troppo spesso viene intesa, ma la disponibilità a far convergere sulle strade del Vangelo le nostre situazioni di provvisorietà, in famiglia o sul lavoro, nei beni materiali e morali, nella sofferenza come nella gioia. È questa "la via giusta", indicata ai peccatori, come vediamo nel salmista che chiede a Dio di insegnargli i sentieri della vita.

Letture del giorno

Gen 3,1-5.10; Sal 24; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20

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