Se non ci viene dato è perché non abbiamo dato

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - 2018

Quando ci sembra che la fede in Gesù sia una perdita, verifichiamo cosa e quanto abbiamo trattenuto per noi.

«La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore». Bellissima questa affermazione. Non sfugge però al rischio, comune a tutta la parola di Dio, che venga contemplata e lasciata tra le pagine del libro, oppure che venga considerata buona per gli altri che: "magari si decidessero a farsi penetrare da essa così finalmente cambierebbero vita". Proviamo a farla lavorare in noi questa "spada a doppio taglio" per discernere i sentimenti e i pensieri del "nostro" cuore.

In questa operazione ci aiuta il "tale" che corre incontro a Gesù, sicuro di fare una bella figura, sia perché non è da tutti andare in cerca di come "avere in eredità la vita eterna", sia perché gli sembra di essere sulla buona strada, dal momento che fin dalla sua giovinezza ha osservato tutti i comandamenti. Che il "tale" sia effettivamente una brava persona non sfugge allo sguardo penetrante di Gesù, che "fissato lo sguardo su di lui lo amò", e, constatando che aveva la stoffa, gli lancia una proposta di vita più alta: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».
Ahi ahi ahi, questo no! Un conto è comportarsi bene, decidendo il come e il quando, stabilendo quello che serve o che non serve, quello che si può dare e quello che si deve trattenere, altra cosa è lasciare tutto e affidarsi a un altro, chiunque esso sia, fosse anche Dio.

Questo "tale" è la nostra fotografia. Anche noi – speriamo - siamo brave persone. Certo, potremmo fare tanto di più, ma sai, il poco tempo, la famiglia, la... Sì, siamo come quel "tale": brave persone che potrebbero e dovrebbero fare di più: più generosità, più solidarietà, più preghiera, più.... Però...
Siamo come lui, ma con una differenza non da poco: egli se ne va via triste, perché ha capito di non essere così buono come credeva. Noi invece rimaniamo contenti, senza la tristezza di non essere capaci di dare di più, soddisfatti come siamo, perché va bene così, perché buoni sì, ma fino a un certo punto.

Dobbiamo pregare per ottenere questa tristezza per la nostra resistenza a vendere tutto quello che abbiamo e darlo ai poveri, cioè a essere più generosi, più accoglienti, più misericordiosi, chiedendo la "prudenza e lo spirito di sapienza" che ci facciano stimare un nulla le nostre "ricchezze" rispetto alle potenzialità di bene che siamo in grado di spendere.

Adesso lasciamo a Pietro la spada della parola di Dio per discernere i sentimenti e i pensieri del nostro cuore, domandando con lui al Signore: «Se lasciamo tutto e ti seguiamo cosa ci guadagniamo?»
La risposta di Gesù non può che essere la stessa: «Non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Sarà vero che è così? Perché per "la vita eterna nel tempo che verrà" va bene. Il Signore lo promette e ci crediamo, tanto le prove non ci sono. Ma questo cento volte tanto in questo tempo, dove le cose si vedono e si toccano, non è così evidente. Anzi, sembra proprio che lasciare nemmeno tutto ma soltanto qualcosina per "causa sua e per il Vangelo" non procuri che difficoltà e limitazioni.

Sì, è così, ma il problema sta proprio in quel "qualcosina", o in qualcosa che non sia "tutto", perché la promessa di Gesù del cento volte già ora, in questo tempo, vale soltanto se lasciamo tutto, se non ci riserviamo un po' di beni in case e campi e in parentela, che – lo sappiamo bene - non sono tanto le nostre cose, ma la nostra testa e il nostro cuore, cioè la capacità di fidarci di lui e affidarci a lui.

Quando ci sembra che la fede non ci ripaghi, verifichiamo ciò che ci siamo trattenuti.

Letture del giorno

Sap 7,7-11; Sal 89 (90); Eb 4,12-13; Mc 10,17-30

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