Sotto quell'albero con Maria

Solennità dell'Immacolata Concezione B.V. Maria - Anno A - 2016

Chissà quante volte ci siamo chiesti dove sarà esistito e come sarà stato l'"albero della conoscenza del bene e del male" (Gen 2,9), sotto al quale la solennità dell'Immacolata ci riporta. Sicuramente sarà stato bello e attraente, se agli occhi di Eva parve "buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza" (Gen 3,6).

Ma, adesso, non c'è più quest'albero? E, se c'è, dove sta? Sarebbe interessante saperlo, così possiamo girare alla larga. Quell'albero è sempre sopra le nostre teste, davanti ai nostri occhi. Anzi, non sopra, ma dentro di noi, nel profondo del cuore e dei pensieri, dove si decide se lasciare a Dio la conoscenza del bene e del male, oppure riservarcela.

Per ricordarci che siamo sempre sotto quest'albero, l'Avvento, il tempo in cui nel quale con maggiore impegno siamo chiamati ad aprire le vie del Signore e a togliere gli ostacoli dai suoi sentieri, ci ricorda che sotto quest'albero sono state Eva e Maria con risposte e con esiti assolutamente contrari. Eva si è lasciata ingannare dal serpente, Maria gli ha schiacciato la testa, mettendo nelle mani di Dio la sua vita, rinunciando ai suoi "gradevoli e desiderabili" progetti terreni: una famiglia con "un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe", diventando per la Chiesa e per ogni singolo cristiano testimone e modella di fede. Cosa che sappiamo da sempre, abituati come siamo a sentire declamare la grandezza della madre di Gesù.

Però, anche se non lo manifestiamo per il timore di essere irriverenti, è presente in noi una considerazione: "Certo, lei era senza peccato originale. Invece noi... E allora come possiamo imitarla?".

Libera di scegliere

Anche Eva era senza peccato originale. L'essere "immacolata" non diminuiva la sua libertà, ma la esaltava, perché il peccato offusca la capacità di decidere. Se Maria non fosse stata libera nel suo: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola", sarebbe stata un robot. E' pensabile che Dio abbia scelto per suo Figlio una creatura umana mancante della principale caratteristica che la rende a sua immagine: la libertà di decidere? Se non fosse stata libera di scegliere, non avrebbe potuto essere proposta come modello a tutti coloro che liberamente si fidano di Dio, e accettano da lui ciò che è bene e ciò che è male.

San Paolo ci rivela che "Dio in Cristo ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo". Ci ha scelto, lasciando a noi la libertà di accogliere o meno questo immenso dono. Maria lo ha accolto, diventando così "figlia del suo figlio", e indicando a noi la strada per diventare figli mediante il Figlio, con un "eccomi" a Dio, che diventa subito e necessariamente "eccomi" ai fratelli. Per evitare alla nostra fede sterili derive devozionali, e fughe dai sentieri quotidiani, gli unici che permettono al Signore di incontrarci, non dobbiamo mai dimenticare che, appena l'angelo partì da lei, Maria partì in fretta per andare a servire Elisabetta.

E' urgente tornare sotto quell'albero con Maria Immacolata. Da decenni, la cultura dominante (intellettuali, politici, economia, mercato, mass media...) ha cercato di sradicare l'albero della conoscenza del bene e del male, dichiarando che ci sono né il bene né il male, ma soltanto ciò che a seconda di come la si pensa, di come ci si sente, di come ce ne va, si decide che è bene o male.

Letture del giorno

Gen 3,9-15-20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

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