La croce è solo una "collocazione provvisoria"

Pasqua 2019

Quest'anno, come Paoline, abbiamo vissuto, e proposto come esperienza da vivere, un tempo di quaresima "social" e giovane. Ma giovane, però, non solo nel senso letterale del termine, ma allargato anche a tutti quelli che anagraficamente giovani non sono più ma che hanno uno spirito giovane e ancora energie, curiosità e passione da spendere per fare del bene ed evangelizzare.

Se è vero, come ci assicurano le statistiche e la nostra esperienza, che nel nostro tempo libero – e non solo in quello – passiamo più ore connessi (per i social, lo streaming audio e video, la messaggistica, i giochi online..) che impegnati in attività ricreative tradizionali e non legate alla rete Wi-Fi o ai giga del nostro telefonino, allora la domanda su come riuscire a raggiungere un'umanità perpetuamente "connessa" con la buona notizia del Vangelo dovrebbe essere ben presente in ognuno di noi.

Il nostro fondatore, il Beato Giacomo Alberione, questa domanda se la faceva spesso – su come raggiungere l'umanità del suo tempo – ed è stata la guida e lo sprone per tutte le iniziative apostoliche da lui ideate. Noi, donne consacrate e sue Figlie, abbiamo ereditato questo appassionato interesse per l'umanità e per la comunicazione, soprattutto della "Bella" e delle "belle" notizie.
È nato proprio così #QuaGiò il nostro sussidio per la Quaresima e la Pasqua, ideato e rodato da don Rosario Rosarno, sacerdote della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, e perfezionato poi dalla nostra redazione libri milanese. Un percorso che è stato pienamente abbracciato dal sito Paoline.it e preso come spunto per il cammino online Quaresima Giovane animato dalle nostre sorelle impegnate nella Pastorale Giovanile e Vocazionale, nonché da tutti i nostri canali social. È stato bellissimo vedere come l'hashtag #QuaGiò, assieme al suo messaggio di approfondimento biblico, scavo interiore e azioni concrete di evangelizzazione quotidiana, abbia solcato la rete e messo in gioco la creatività di parrocchie, singoli, gruppi di preghiera e intere diocesi. Così come è stato interessante meditare sui Vangeli delle domeniche di Quaresima attraverso la musica pop che è parte della nostra vita.

Vi invito a digitare su Facebook, Instagram o Twitter l'hashtag #QuaGiò e a curiosare tra i risultati. Sarà una simpatica e istruttiva esperienza. Oppure, per saperne di più, potete anche leggere l'articolo #QuaGiò: stacca, prega, vivi e, se la cosa vi piace, avete ancora tempo fino a Pentecoste per vivere in maniera diversa e spiritualmente produttiva il Tempo di Pasqua.

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Con l'inizio della Settimana Santa, inoltre, nella redazione romana di Paoline Audiovisivi c'è stata una "piacevole" agitazione per il lancio dell'Official Video del singolo Collocazione provvisoria, della Diolovuole Band, apripista dell'album Periferie di prossima uscita. Rap, pop, rock per parlare degli invisibili, di chi vive ai margini delle città, delle esistenze smarrite e disorientate... ma senza paternalismi e melodrammi, bensì con la freschezza del Vangelo e di chi lo ha saputo incarnare alla grande. La Diolovuole Band, infatti, è nata nel 2012 da un'idea dell'imprenditore molfettese Pasquale Minuto, sassofonista e leader della Band, che da ragazzo ha conosciuto don Tonino Bello durante il suo cammino pastorale nella città pugliese.

Ai più avveduti, infatti, non sarà sfuggito che il titolo del singolo ricorda il contenuto di uno degli scritti di Mons. Bello dal titolo Il parcheggio del Calvario (in Omelie e scritti quaresimali, Luce e Vita, vol. 2, p. 307). Don Tonino racconta, nell'omelia, che nel vecchio Duomo di Molfetta c'era un crocifisso di terracotta. In attesa di collocarlo nel posto prefissato, un parroco lo aveva appoggiato ad una delle pareti della sagrestia con un cartellino sopra che diceva: "collocazione provvisoria". Da questo spaccato di vita ordinaria, prende spunto la profonda riflessione di don Tonino Bello resa magistralmente nella canzone dal testo scritto da Peppe Logruosso e dalla musica di Pax Minuto.
Prendetevi il tempo di vedere il video, del regista Michele Giannossi, girato in una Molfetta immersa nella luce e nelle onde del mare, e lasciatevi scavare, alleggerire e trasportare dalla bellezza delle immagini e dalle parole della canzone a cui Frain presta voce, movenze e volto, duettando magnificamente, nel finale, con il rap e la voce profonda di Peppe Logruosso. 

Personalmente sono rimasta affascinata da alcuni passaggi del testo come: «Sosta consentita solo con il disco orario, / poi si chiude la salita e finisce il tuo calvario, / tre del pomeriggio e solo il tempo di un addio, / il parcheggio abusivo lo punisce anche Dio». Perfetta sintesi del pensiero di don Tonino che nel suo scritto vede la croce come un parcheggio ad orario: ci si sta solo per un tempo limitato e definito. Non è consentito starvi più del dovuto perché agli abusivi anche Dio "fa la multa". Già, perché «la luce che già spunta non è mica illusoria, / collocazione un po' precaria è solo cosa provvisoria!». Per questo è inutile «imprecare per il male che non perdona, / restare soli non funziona!» e con l'aiuto degli altri e di Dio si può vivere bene anche il tempo della croce e della caduta, ma poi «rialzarsi nella vita è soluzione obbligatoria».

Non trovo parole e concetti più appropriati per farvi i nostri auguri. La luce del Risorto ci aiuti a ricordare sempre, nei nostri piccoli o grandi calvari quotidiani, che la nostra croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre una "collocazione provvisoria". «Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota», ci dice don Tonino, «al di fuori di quell'orario c'è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci».
Non mi resta quindi che augurarvi, dal cuore, una buona Pasqua... e una buona visione!


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