«L’umanità è assetata di pace…»

L'autunno inoltrato ci riconsegna lo scenario turbolento dell'estate, con i suoi macro-problemi connessi all'immigrazione, "oggi" aggravato dai "tornado" in azione sui cieli della Siria e l'intifada in Medio Oriente.

Per fortuna, l'evento straordinario della visita di papa Francesco, a Cuba e agli USA, ha vivacizzato l'interesse mondiale per i suoi gesti di umanità e speriamo che i Capi di Stato e di Governo ascoltino le sue parole di impegno per le "soluzioni di buon senso" ai fini della causa della "fraternità universale", per "evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli". Il nostro auspicio è che prevalga la negoziazione e si seguano le vie della diplomazia per arrestare il dilagare della guerra e mettere fine ai vari comportamenti umani e sociali che violano i diritti della persona, al di fuori di ogni norma.

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Papa Francesco parla al cuore della gente e si fa capire. I suoi interventi a Cuba prima e a New York dopo, soprattutto il discorso all'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e la Preghiera di riconciliazione a Ground Zero, hanno aperto scenari di speranza in ordine alle relazioni internazionali tra gli Stati. Nella "causa" della fraternità universale includiamo, oltre all'impegno sollecitato dal Papa per "evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli", l'impegno per rispettare l'ambiente e tutti gli esseri viventi, in particolare la persona umana che è sempre un "valore" e merita rispetto e dignità... (cfr. Enc. Laudato si'). Includiamo anche l'impegno, come ha sottolineato il Papa, per sostenere e lavorare per «lo sviluppo umano integrale e il pieno esercizio della dignità umana ... rispettando e rafforzando il diritto primario della famiglia a educare, e il diritto delle Chiese e delle aggregazioni sociali a sostenere e collaborare con le famiglie nell'educazione delle loro figlie e dei loro figli» (Discorso all'Assemblea Generale dell'Organizzazione della Nazioni Unite, New York, 25 settembre 2015).

I prossimi appuntamenti, quali: il Sinodo sulla Famiglia, in corso, il Convegno su "un nuovo umanesimo" a Firenze, l'apertura dell'anno giubilare, ci vedranno coinvolti nella riflessione e approfondimento dei temi che ci verranno proposti.

Di fronte a tutto ciò che inquieta la società umana, internazionale ed europea, noi Paoline accogliamo gli appelli del Papa di "farci prossimo": condividiamo sofferenze e speranze; solidarizziamo con chi costruisce la pace e moltiplica il bene, sosteniamo concretamente la famiglia.

Dalle macro situazioni che come comunità umana stiamo vivendo, raccogliamo alcune parole, per non dimenticare...

SOS: fermate la guerra e non verremo in Europa...

Parole "pesanti" che non lasciano scampo... Le ha pronunciate un ragazzo tredicenne siriano, ammassato tra migliaia di migranti nella stazione di Budapest, in attesa di raggiungere altri Paesi europei. Le immagini trasmesse dai telegiornali mostrano un fiume in piena di persone d'ogni età, che straripa da tutte le parti. Sono persone che, per sfuggire all'inferno delle ormai insostenibili situazioni inumane generate da guerre fratricide e dal terrore crescente nei loro paesi d'origine a causa della povertà e del terrorismo, approdano in Europa, si sottopongono a sofferenze e fatiche indicibili e chiedono pace, lavoro, dignità e rispetto.

Parole "pesanti" che non lasciano scampo... I sentimenti impazziscono, le interpretazioni pure. L'Europa, meta agognata, chiamata direttamente in causa in questa situazione complicata e insostenibile, si ritrova a dover fare, in fretta, i conti con se stessa, con la politica internazionale praticata fin qui, con l'immagine che ha dato di sé. Si ritrova soprattutto nella necessità, e non c'è più tempo da perdere, di ritrovare tra i partner un NOI europeo politico, operativo, democratico, umano per fronteggiare il flusso di migrazione inarrestabile divenuto fenomeno mondiale, fenomeno epocale di cambiamento del comportamento sociale... Si ragiona in termini di una nuova sociologia, si indaga, come è giusto che sia, per capire e decidere come intervenire senza fare impazzire gli equilibri mondiali. Ma dietro a questo dolente fenomeno ci sono, come dice papa Francesco, volti umani, persone, uomini, donne, bambini «che piangono, soffrono e muoiono».

Di fronte a questa cruda realtà vince ancora una volta la solidarietà umana verso chi scappa dai propri Paesi; dall'altra parte, però, scatta l'allerta difensiva di fronte alla minacciosa, violenta e bieca strategia di terrore, di invasione e di morte. Un fenomeno che, purtroppo, non lascia intravedere la fine né quale sarà l'evoluzione in un prossimo futuro. Qualunque sia la situazione reale o nascosta di ogni migrante, esiste il problema destabilizzante della mobilità di intere popolazioni a cui l'Europa deve rispondere e in realtà sta rispondendo. Essere riusciti, infatti, a distribuire gruppi di immigrati tra le varie Nazioni europee, fa segnare un passo avanti nell'intesa di lavorare insieme, attraverso una strategia comune, condivisa di coinvolgimento e di corresponsabilità concreta. L'Europa riprende a tessere la sua storia di civiltà e di umanità.

Un mega impegno per la pace universale

A fronte dell'SOS lanciato dal ragazzo siriano raccogliamo l'SOS del pellegrino Francesco... per una pace universale, autentica, in nome della nostra "comune origine".

Del Discorso all'Assemblea Generale dell'Organizzazione della Nazioni Unite, New York (citato) raccogliamo l'urgenza di papa Francesco di parlare, senza giri di parole, dei temi e dei problemi che gli stanno a cuore e che devono essere affrontati con la collaborazione dell'intera umanità. Si appella, in modo particolare, alla «coscienza di coloro che hanno la responsabilità della conduzione degli affari internazionali», e si rivolge anche alla società civile, alle comunità religiose, ai comunicatori, educatori, datori di lavoro e lavoratori, uomini e donne di ogni età e strato sociale, perché si compatti un mega impegno per dare una svolta al comportamento umano e sociale, che sia più degno dell'uomo, in questo terzo millennio.

«La guerra - ribadisce papa Francesco - è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all'ambiente. Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell'impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli» (ibid.). Occorre «impegnarsi per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale proibizione di questi strumenti» (ibid.).

E conclude: «Non possiamo permetterci di rimandare "alcune agende" al futuro. Il futuro ci chiede decisioni critiche globali di fronte ai conflitti mondiali che aumentano il numero degli esclusi e dei bisognosi" (ibid.).


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