Buoni e liberi

Il cuore dei giorni

«Essere buoni significa essere liberi. Essere cattivi significa essere schiavi». (Jean Dutourd)

«Benedizione» significa: dire del bene. Il bene che diciamo, il bene che facciamo, si riversa su di noi come una benedizione. Ora, il bene è ciò che ci rende migliori. E ciò che ci rende migliori è anche ciò che ci rende davvero liberi. Cioè affrancati dalla servitù dell'egocentrismo. In fin dei conti, i nostri problemi compaiono quando ascoltiamo troppo noi stessi e non abbastanza gli altri.

Essere buoni, essere gentili, cercare di diffondere il bene intorno a sé, apre a una libertà straordinaria: quella del dono. Al contrario, mostrarsi acrimoniosi, vendicativi, minacciosi, significa restare alla casella di partenza del ritorno verso se stessi, entrare nella spirale della maledizione e preparare il proprio inferno.

La cattiveria porta in sé la sua punizione: chi compie il male fa innanzitutto male a se stesso. La bontà porta in sé la sua ricompensa: chi compie il bene attira a sé ogni sorta di benedizione e si rende accessibile alla felicità.

Da: François Garagnon, Il cuore dei giorni, Paoline


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