Il vangelo di Giovanni

Dall’incredulità alla fede piena

Il vangelo secondo Giovanni è affascinante e di ricchezza insuperabile. In esso nessuna parola è scritta per caso. Ciascuna ha un peso e per questo va compresa in tutta la sua portata. Lo stesso andamento del racconto è strutturato con raffinatezza e solo un maestro dello studio biblico facilita il percorso.

Il quarto vangelo chiede una lettura attenta perché tutto il suo svolgimento è un'esplorazione della piena identità di Gesù nella pienezza della sua manifestazione pasquale. Per tutto questo il libro di Patrizia Girolami è un'ottima guida.


Il discepolo contemplativo

Il quarto vangelo, attribuito all'apostolo Giovanni, segue un percorso diverso dai sinottici (Matteo, Marco e Luca). Invece di cominciare con la nascita di cui non si racconta nulla, prende il via "dall'alto", dalla contemplazione del disegno originario di Dio: "In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio". La Parola creatrice e salvante del Padre sceglie di farsi "carne" affinché tutti gli uomini ricevano in lui luce e vita, grazia su grazia.

Dopo l'inno iniziale, l'evangelista avvia un percorso in cui si rintraccia un tema fondamentale: la fede. Scrive Patrizia Girolami nella sua introduzione: "Il tema della fede non è una delle tante strade, seguendo la quale è possibile attraversare il vangelo di Giovanni, la via di questo 'vangelo spirituale', dalla forte caratura teologica, che ha come obiettivo dichiarato proprio quello di portare a 'credere' il suo lettore di ieri, di oggi e di sempre".


Credere è l'unica opera

Il testo di Giovanni però sorprende il lettore perché non usa mai la parola "fede". Sceglie di dire "credere". Si comprende dunque che la fede non è un atto singolo, un momento o un concetto. Essere credenti è una dinamica sempre in atto, un atteggiamento che si radica in tutta la vita e che chiede un costante "aggiornamento". Il percorso del credere non giunge mai al capolinea.

Spesso si ritiene che la tipicità del cristianesimo sia l'amore reciproco. Qualcuno ha detto che esso sia l'essenza del cristianesimo. In realtà la specificità sta nel nome stesso: Gesù Cristo. Credere in lui è l'essenza della fede. Si può anzi affermare che l'unica scelta sia tra l'essere credenti o non credenti. Giovanni porta a dire che il credere equivale a fare le opere di Dio.

L’autrice di questo bel libro, Patrizia Girolami, è una monaca dell’Ordine Cistercense di Stretta Osservanza del monastero di Valserena (Pisa). Da questo si comprende il motivo per cui questo libro, ricco di conoscenza biblica, gronda anche di carica vitale.


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