Imparate da me

Misericordia in pillole

"Solo Gesù poté dire in tutta verità: Imparate da me che sono mite e umile di cuore". (Anna Maria Canopi)

Un fortissimo e inquietante mandato,
che ha il suo fondamento nella credibilità e nella autorevolezza del mandante.
Egli, figlio di Dio, in tutto simile a noi, fuorché nel peccato,
si pone come maestro e modello in un ambito accessibile, ma non facile.

Prima ne aveva esaltato il pregio promettendone
una felice conclusione: beati i miti di cuore, perché avranno in eredità la terra;
ora, dopo aver vissuto e aver affrontato egli stesso le difficoltà della vita, della relazionalità,
pone se stesso come esempio.
Mitezza e umiltà sono virtù complementari.

La mitezza esige umiltà, che è chiara e pacifica coscienza di sé, dei propri limiti e dei propri valori.
"Un servo del Signore, scriveva Paolo a Timoteo, non dev'essere litigioso,
ma mite con tutti, atto a insegnare,
paziente nelle offese subite, dolce nel riprendere gli oppositori".
Sono le premesse per un annuncio efficace.

Pensiero di Anna Maria Cànopi, in Misericordia e consolazione, Paoline, e commento di Biancarosa Magliano.


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