Lorenzo Milani: l'artista che trovò Dio

Quando avrai perso la testa, come l'ho persa io, dietro poche decine di creature, troverai Dio come un premio. (Lettera di don Milani a Nadia Neri del 7 gennaio 1966)

Al visitatore che sale a Barbiana, ancora oggi il Santo Scolaro racconta molto della vita di don Lorenzo Milani, l'artista che divenne prete e si ritrovò, da maestro, a perdere la testa «dietro poche decine di creature», trovando Dio come un premio.

Termina così il volume di Valentina Alberici Lorenzo Milani, l'artista che trovò Dio, pubblicato dalle Paoline in occasione del 50° anniversario della morte del Priore di Barbiana. L'Autrice in queste ultime righe ha condensato pagine di ricerca e di documenti sull'esperienza artistica di don Milani e su quanto essa abbia segnato il suo percorso umano e sacerdotale.

Il Santo Scolaro è un mosaico dell'altare laterale della piccola chiesa di Barbiana che i ragazzi della scuola hanno realizzato nel 1961 su disegno di don Milani che con questo lavoro intendeva rendere omaggio ai suoi eroici, piccoli monaci, che sopportano senza un lamento e senza pretese 12 ore quotidiane feriali e festive di insopportabile scuola, come lo stesso don Milani scriverà a Elena Pirelli il 28 settembre 1960.

Giovanissimo e inquieto, Lorenzo Milani aveva dichiarato ai genitori la sua scelta di non frequentare l'università e di diventare pittore, scelta da cui la famiglia tenterà invano di farlo desistere. La pittura - la sua biografia e il giudizio del suo maestro, il grande pittore, Hans-Joachim Staude lo confermeranno - non era l'approdo che cercava. Non che gli mancasse talento, ma il suo spirito cercava altrove. Nel periodo in cui frequenta l'Accademia di Brera, incontrerà personalità rilevanti del mondo artistico del primo Novecento che arricchiranno il suo forte carattere e la sua grande sensibilità culturale. Il saggio di Valentina Alberici, Lorenzo Milani, l'artista che trovò Dio, documenta questo periodo dedicandovi tre dei sei capitoli che lo compongono. Non esistono molti libri dedicati a questo interessante aspetto della formazione culturale del giovane Milani; per questo il lavoro di Valentina Alberici è particolarmente prezioso. Il Priore di Barbiana metterà tutto se stesso a servizio dei suoi ragazzi, coerente con ciò che credeva più di ogni cosa: il sapere vale solo se si da e la formazione artistica era un sapere da consegnare ai suoi ragazzi!

Il saggio riporta come preziosa appendice due scritti di don Milani, considerati due capolavori: Un muro di foglio e di incenso, un articolo del 1959 che Milani invierà al direttore di una rivista politica di ispirazione cristiana, che però sceglierà di non pubblicarlo; un articolo di rara lucidità e profondità che rimarrà inedito fino alla morte di don Milani e che condanna una stampa cattolica troppo timorosa. Il secondo scritto è Lettera ai giudici del 1965, che Balducci definirà un capolavoro della letteratura cristiana di tutti i tempi. Due documenti che testimoniano una passione e una coerenza umana e sacerdotale da togliere il fiato.

Don Lorenzo Milani è una delle grandi figure profetiche della Chiesa italiana del '900 che Papa Francesco ha scelto di onorare insieme a don Primo Mazzolari: due profeti ribelli e obbedienti che hanno scelto le periferie esistenziali o, per usare un termine a loro molto caro, i lontani, che hanno cercato con rispetto e amore.

Il sapere serve solo per darlo. (Lettera a una professoressa – Scuola di Barbiana)

978883154779 p6

Lorenzo Milani
L'artista che trovò Dio

La cultura e l'arte per don Milani erano forme privilegiate di servizio pastorale e di riscatto per il popolo che la Chiesa gli aveva affidato. In queste pagine la maturazione umana e spirituale del prete di Barbiana si intrecciano con la storia italiana di quegli anni.

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