Un anno pastorale... in "tour"/1

Sr M. Rosaria Attanasio racconta le prime tappe di un percorso, attraverso varie realtà catechistiche della penisola, per realizzare incontri di formazione con i catechisti e condividere con loro la bellezza di comunicare ad altri il dono della fede.

Nei primi mesi dell'anno catechistico (2017-18) alcuni responsabili di gruppi di catechisti e di Uffici catechistici diocesani mi hanno invitata per offrire strumenti e nuove prospettive in vista del nuovo anno pastorale. È stata l'occasione per incontrare tante persone impegnate nell'interpellante compito di comunicare la fede, di conoscere da vicino la loro realtà parrocchiale o diocesana, ascoltando le loro istanze, di vedere i volti di molti lettori e lettrici di Catechisti parrocchiali che, prima, mi erano noti soltanto per nome, di stabilire nuove relazioni.

Prima tappa: Biancade (TV)

Questo "tour", che idealmente attraversa l'Italia, è iniziato dal Nord-Est, con un incontro nel trevigiano, il 07 settembre 2017. Nella Parrocchia di San Giovanni Battista a Biancade sono convenuti circa 50 catechisti, provenienti anche delle parrocchie limitrofe. Mi avevano chiesto di presentare testi e sussidi catechistici, a livello di giochi, dinamiche, attività e di approfondimento sui sacramenti, soprattutto dell'iniziazione cristiana, e la rivista Catechisti parrocchiali. In essa sono già indicati, infatti, giochi e dinamiche, inseriti negli itinerari e finalizzati ai percorsi proposti, con l'offerta anche di sussidi pastorali e liturgici.

La presentazione è stata contestualizzata nella realtà dei ragazzi di oggi, nativi digitali e millennials, sviluppando il tema «Catechesi, comunicazione e nuova antropologia». Abbiamo rilevato che, dato il cambio di mentalità e la nuova antropologia che caratterizza i nostri ragazzi e adolescenti, non si può assolutamente proporre una catechesi frontale e teorica, ma esperienziale, partecipativa, coinvolgente, dinamica, per far sperimentare Gesù presente e vivo, perché possano aderire con gioia a lui.

L'interesse è stato notevole, tanto che i catechisti si sono sentiti spinti a rivedere il loro approccio ai catechizzandi e il loro metodo catechistico, per individuare proposte formative più adeguate e significative, in una dimensione comunicativo-relazionale.

Seconda tappa: Rovigo

rovigo pubblicoIl tour è continuato due giorni dopo a Rovigo, dove, il 9 settembre, si è tenuto un incontro con i catechisti a livello diocesano con l'obiettivo di presentare le uniche due riviste catechistiche, metodologiche e formative, pubblicate in Italia: quella della Elle Di Ci, Dossier catechista, di cui era presente il vicedirettore, Pierfortunato Raimondo, e l'altra delle Paoline,Catechisti parrocchiali.

L'invito ci è stato rivolto dal direttore dell'UCD di Adria-Rovigo, don Andrea Varliero, che ha seguito l'incontro e le nostre proposte con grande attenzione e coinvolgimento, assieme al vescovo della diocesi, mons. Pierantonio Pavanello, anch'egli molto partecipe, accogliente e motivante nei riguardi dei catechisti. Qui direi che la partecipazione è stata massiva, con più di 300 partecipanti, e l'interesse molto alto.

Nella nostra proposta abbiamo offerto i fondamenti che ispirano il nostro impegno, come Paoline, nella catechesi/catechetica, a partire dal carisma del Fondatore, Don Giacomo Alberione, che ci ha orientate verso una catechesi integrale, che educhi mente, cuore e volontà, per la formazione completa del cristiano; in Gesù Maestro, che è verità per la mente, via per la volontà e vita per il cuore. Una catechesi che deve integrare catechismo, bibbia e liturgia, da illustrare – già a quei tempi! – con figure bibliche, che aiutano a ricordare e consentono una catechesi più partecipativa.

Sulla scia di Don Alberione noi Paoline proponiamo una catechesi vitale, esistenziale, esperienziale, «nella fedeltà a Dio e all'uomo» (tutto il Cristo a tutta la persona), per raggiungere tutti nella nuova cultura della comunicazione, tramite tutti i mezzi e i linguaggi di oggi.

C'è da chiedersi, però, quale interazione è possibile tra comunicazione e catechesi/catechetica, in vista di un cammino di fede significativo per le persone di oggi, considerando che i media, come afferma papa Francesco, consentono di farci prossimi e di coltivare un'autentica cultura dell'incontro (Messaggio per GMCS 2014). Si possano individuare alcuni ambiti di interrelazione:

• la comunicazione, come multimedialità, ha determinato un nuovo ambiente e una nuova cultura nella quale siamo immersi e che costituisce il nostro contesto di vita;
• i nostri interlocutori, soprattutto i ragazzi, nativi digitali, rivelano nuove caratteristiche, tanto che si parla di una nuova antropologia;
• scaturisce la necessità di una nuova pedagogia e relazionalità per un approccio adeguato e una catechesi efficace, che si basi sull'apprendimento, ponendo il soggetto al centro;
• l'utilizzo dei nuovi linguaggi e dei new media conduce a una educazione alla fede simbolico-evocativa, più coinvolgente, partecipativa, creativa, dinamica e proattiva (cfr. Aa.vv., Iniziazione cristiana per i nativi digitali, Paoline).

Dopo aver presentato Catechisti parrocchiali e il Dossier interno che, quest'anno, è sul «Padre nostro», sono seguiti i laboratori sulle due riviste. I catechisti e i sacerdoti presenti si sono divisi in due assemblee e, all'interno di esse, in sottogruppi, con l'obiettivo di rielaborare e adattare gli itinerari proposti nella rivista (almeno per Catechisti parrocchiali) ai gruppi delle proprie realtà parrocchiali.

Tutto si è svolto in un clima di grande coinvolgimento, vivacità e gioia. Certamente i catechisti hanno iniziato l'anno pastorale più motivati e in una prospettiva di maggiore creatività e dinamicità.

Sr M. Rosaria Attanasio

Il resoconto del "tour" continua prossimamente per raccontare gli incontri nelle diocesi di Rieti e di Nocera Inferiore-Sarno.


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