Charles de Foucauld

In occasione della prossima canonizzazione di Charles De Foucauld (15 maggio), Margarita Saldaño Mostajo ne propone un ritratto, biografico e spirituale, che sfata l’immagine di perfezione troppo spesso associata alla santità.

La santità non è il possesso statico di ogni perfezione, ma un itinerario graduale, disseminato di fervore e dedizione ma anche di fatica. E spesso di fallimenti. È da questa prospettiva che Margarita Saldaño Mostajo, appartenente alla famiglia spirituale di Charles de Foucauld, è partita nello scrivere il volume El hermano inacabado: Carlos de Foucauld, ora tradotto e pubblicato in Italia.

Charles de Foucauld (1858-1916) aspirava a essere fratello universale. Un desiderio che lo ha portato a condividere la vita con gli ultimi, sul modello del Maestro di Nazaret. Nel suo processo di maturazione spirituale, però, si è dovuto confrontare anche con ombre e limiti che non si sono completamente dissolti, e che hanno contribuito a fare di lui un vero fratello: un fratello incompiuto.

Questo libro, basato sugli scritti di Charles, ne offre sia un profilo biografico, costruito su rigorosi dati storici, sia un quadro spirituale, che mette in stretta relazione il marabù cristiano (come lo avevano soprannominato i Tuareg) con quanti sentono sempre vivo il bisogno di esplorare i sentieri difficili del silenzio, dell’incontro e del dialogo.

Come leggiamo nel libro, «Charles de Foucauld fu un vero fratello, un fratello incompiuto, che desiderava essere fratello universale, un fratello la cui santità allude meno all’obiettivo raggiunto che all’umiltà di un cammino ricominciato molte volte».


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