Dio al crocevia

"Dio al crocevia", il nuovo saggio di Giovanni Amendola, matematico, teologo e docente presso l’Università della Calabria, esplora il rapporto tra fede, filosofia e scienza nel contesto di una crisi globale intesa come svolta epocale. Attraverso un’analisi che spazia dai classici del pensiero fino al mistero della teodicea, Amendola indaga la possibilità di parlare di Dio oggi, scorgendo tra le pieghe del cambiamento una nuova e reale presenza.

Giovanni Amendola, matematico e teologo, è professore di Informatica all’Università della Calabria e di Teologia all’Istituto Teologico Calabro. Vicedirettore della rivista di Scienze Teologiche Vivarium, è autore di pubblicazioni sull’Intelligenza Artificiale e sul rapporto tra fede e scienza.

Nel suo nuovo libro, Dio al crocevia. Come crede nel XXI secolo?, presenta riflessioni filosofico-teologiche su Dio nel mondo contemporaneo, partendo dalla constatazione che in questo periodo di crisi globale, che è anche un’occasione di svolta, Dio si trova al centro del crocevia dei tempi, delle fedi e dei saperi.

Nella parte iniziale del libro, l’Autore cerca di chiarire perché, ma soprattutto come sia possibile parlare di Dio oggi; nella parte centrale prende invece in considerazione i rapporti tra Dio, filosofia e rivelazione, ripercorrendo i classici “sentieri verso Dio”, da Anselmo d’Aosta a Wittgenstein, da Tommaso d’Aquino a Teilhard de Chardin, da Kant a Rahner. L’ultima parte del libro, infine, è dedicata alle grandi questioni della teodicea: l’Autore indaga la relazione tra Dio Amore e il mistero del male.

Al centro delle riflessioni, una considerazione che è anche nota di speranza e fede: «in questa roboante e assordante morte antropologica - scrive l’Autore nell’introduzione - sta delicatamente e silenziosamente nascendo qualcosa di profondamente nuovo e di radicalmente diverso. Siamo dunque effettivamente su un crinale della storia, all’interno della congiuntura storica di un cambiamento epocale, di una svolta radicale dell’intera storia umana. Siamo in un crocevia dei tempi e della storia. Questo è il grande crocevia in cui siamo noi e in cui è Dio, almeno inizialmente come parola svilita e poi (ma lo vedremo gradualmente) come reale presenza».


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