Un viaggio tra fede, bellezza e patrimonio artistico cristiano. Nel volume “Ha fatto bella ogni cosa”, Antonio Scattolini ed Ester Brunet esplorano il legame tra arte, liturgia, spiritualità e narrazione biblica, valorizzando il ruolo pastorale di pittura, scultura, architettura e arte sacra. Un saggio ricco di immagini e riflessioni che invita a riscoprire l’arte cristiana come strumento di evangelizzazione, dialogo e contemplazione.
Lungo i secoli la bellezza della fede si è intrecciata, nelle sue quattro dimensioni fondamentali, con quella dell’arte: nelle “arti della narrazione”, che raccontano gli eventi della storia della salvezza; nelle “arti della celebrazione”, che accompagnano l’incontro con il Signore nel rito; nelle “arti della morale”, che interpretano i valori cristiani; nelle “arti della preghiera”, che sollecitano l’interiorità e il dialogo con Dio.
È questo il fulcro del libro Ha fatto bella ogni cosa. Ripensare l’arte cristiana, di cui sono autori don Antonio Scattolini, referente per il Servizio artistico della diocesi di Verona, formatore di insegnanti, catechisti, operatori pastorali su tematiche riguardanti l’evangelizzazione con l’arte, ed Ester Brunet, storica dell’arte e coordinatrice di PULCHRA - Scuola di Alta Formazione in arte e cultura religiosa, promossa dalla Facoltà Teologica del Triveneto. I due hanno fondato, nel 2018, il Progetto Ar-Theò (www.artheo.it), con la finalità di studiare e realizzare le possibili valorizzazioni del patrimonio artistico in ambito pastorale.
Ad aprire il testo è la prefazione di Gabriele Pelizzari, professore di Letteratura cristiana antica presso l’Università degli Studi di Milano, che scrive: «Spesso l’arte cristiana viene gravata di asterischi: la si può considerare veramente arte solo a patto di trascurarne il messaggio cristiano […]. Reputo al contrario che quella cristiana fu arte proprio perché fu cristiana; anzi, se si vuole, fu proprio la cultura visuale cristiana a introdurre nuovi e concettualmente più alti strumenti per praticare l’immagine».
Il libro presenta, anche con immagini, diverse opere create nei secoli di pittura, scultura, architettura e oggetti sacri, e intende ripensare l’arte cristiana, per sottolinearne origini, evoluzione, finalità e valorizzazione anche pastorale. Scrivono gli Autori: «Questo libro intende ripensare l’arte cristiana, rivolgendole uno sguardo rinnovato che sappia tornare alle sue acque sorgive: biblico-narrativa, liturgica, morale, spirituale. Ma la prospettiva vuole essere anche allargata: ogni parte inizia con un excursus circa le creazioni artistiche che le diverse culture e religioni hanno realizzato nei quattro ambiti individuati, perché anche in esse è possibile riconoscere la manifestazione dello Spirito creatore […]. Ai quattro approfondimenti generali seguono altrettante schede di opere particolarmente significative rispetto alle considerazioni svolte».
Dopo queste quattro schede di lettura, curate da Silvia D’Ambrosio, il libro si conclude con la narrazione di una serie di buone pratiche, legate sempre alle quattro dimensioni trattate.