Il miele e l'amaro

La teologa Antonietta Potente s'immerge nel Libro dell'Apocalisse per una lettura mistico-sapienziale che è lettura della realtà, di noi, della natura, della vita.

«Ho scritto questo libro in tempo di pandemia, quando i nostri corpi si sono ammalati e hanno avuto paura. Un tempo che dovevamo aspettarci. C'era un progressivo rompersi degli equilibri: tra gli esseri umani e il pianeta Terra, ma anche tra di noi e in noi. Sfruttamento dei corpi. Sfruttamento della Terra. Il libro dell'Apocalisse è per me un pretesto: per interpretare la propria esistenza e quella che si dipana attorno a noi. Il libro dell'Apocalisse ci può aiutare, se prendiamo la posizione dell'esilio, fuori da ogni centro di potere, ma anche da ogni atteggiamento arrogante. In questo modo si possono avere visioni».

Introduce così il suo nuovo libro Antonietta Potente. Ne Il miele e l'amaro, l'Autrice prende in esame il Libro dell'Apocalisse, per una lettura mistico-sapienziale (come recita il sottotitolo) che diviene lettura della realtà, di noi, della vita. E della natura che ci circonda.

Il libro dell'Apocalisse è un andirivieni di immagini, sensazioni ed emozioni contrapposte. Gioia e dolore si sovrappongono, così come nella quotidianità della vita. Perché quel libro, come tutta la Bibbia, in fondo parla di noi, oggi. «Coloro che si accingeranno a conoscere il libro dell'Apocalisse sappiano che riguarda il presente e non il futuro. In questo senso tesso questi pensieri perché ho uno scopo particolare: guardare la realtà, imparare a starci dentro vivendo in un altro modo».

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