La parabola del riuso creativo

Samuele Cattaneo evidenzia come l’esperienza del riuso creativo abbia trovato terreno fertile negli oratori e come questa sensibilità possa ulteriormente rigenerarsi, diventando una buona pratica per stimolare percorsi concreti che diano nuove chance a cose e persone.

L’impiego del riuso creativo nell’ambito dell’animazione oratoriana combina le sue radici profonde con l’urgenza di una conversione ecologica. C’è un modo diverso di guardare “lo scarto”: è il riuso creativo, un modo più generativo di considerare il riciclo, la pratica cioè di dare una seconda chance alle cose. Una pratica che può allenare chiunque a maturare parabolicamente un analogo atteggiamento di misericordia verso sé stesso e gli altri. L’animazione, sempre più ridotta a semplice intrattenimento, può recuperare così il suo originario senso di parabola in azione.

Di questa grande opportunità scrive Samuele Cattaneo, dal 1982 collaboratore della PG-FOM (Fondazione Oratori Milanesi), nel suo libro La parabola del riuso creativo. Una seconda chance per le cose e le persone. Leggiamo nell’introduzione: «Lasciando che l’animazione oratoriana venga sollecitata dalla conversione ecologica suggerita dal riuso creativo e modulandola sull’onda dello stile parabolico evangelico, scopriremo che lì ci si può giocare tutto, non in senso ultimativo, ma sperimentando l’animazione come multiforme possibilità di annunciare il Vangelo».

Il testo si propone di allenare il lettore alla pratica del riuso creativo come stile educativo dell’animazione. E lo fa anche con suggerimenti concreti, come quello del capitolo finale del libro, in cui si propone un grande gioco per la valorizzazione dei giocattoli rotti nei percorsi di animazione in oratorio.


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