Madri e maree

Laura Cappellazzo torna a parlare di donne, affrontando stavolta il tema complesso della maternità.

Nel suo primo libro, Donne di sabbia, aveva raccontato in forma romanzata la vicenda di quattro donne vittime di violenza. Un libro crudo e poetico, che ha vinto il premio Books for Peace (sezione Romanzi - Violenza di genere) e il premio Gian Antonio Cibotto (sezione Opera prima).

Con Madri e maree, Laura Cappellazzo torna a parlare di donne, addentrandosi stavolta nel tema, complesso, della maternità. Mentre sta facendo le valigie per le vacanze, Laura riceve la telefonata di un’amica, che le annuncia di essere incinta e di avere dubbi e incertezze sul futuro. Decidono allora di fare una sorta di gioco: ogni giorno l’amica invierà all’autrice un sms con una domanda su un aspetto della maternità che la preoccupa – Sarò capace? Starà bene? Saprò capirlo? Saprò accoglierlo? – e lei le risponderà con una foto e un messaggio. Attraverso quei messaggi, Laura Cappellazzo parla della propria esperienza – ondivaga, con alti e bassi come le maree – di madre di quattro figli e racconta anche le storie vere di madri di altre parti del mondo, spesso immerse in realtà difficili.

Sentirsi inadeguate all’inizio è quasi inevitabile, ma ben presto ci si rende conto che, se si ha il coraggio di essere “imperfette”, si scoprono dentro di sé risorse che neanche si pensava di avere. Le storie delle donne raccontate in queste pagine mostrano che «nessuna di loro pensava di esserne capace, prima di averci provato». L’invito è a non lasciarsi sommergere dalla marea, ma a raccogliere con fiducia la sfida che una nuova vita sempre rappresenta.


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