Il 5 febbraio ricorre la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Un’occasione per riflettere su un sistema che scarta cibo - e persone - e per scoprire come trasformare l’eccedenza in valore sociale.
Circa un terzo del cibo prodotto a livello mondiale finisce nella spazzatura. Basterebbe questo dato per comprendere la necessità di un cambio di passo, e di prospettiva, sul fronte dell’impegno globale contro lo spreco alimentare. Proprio su questa necessità si interroga Raffaele Avagliano nel suo libro Nostra Eccedenza. La lotta allo spreco alimentare: un impegno per tutti, nato dall'esperienza diretta della Dispensa Sociale di Bergamo.
L’autore invita a guardare oltre il semplice atto del recupero: sebbene il lavoro di migliaia di volontari sia fondamentale, esso rischia di essere una "goccia nel mare" se non si affronta il problema alla radice. Il mondo del non profit deve smettere di essere una semplice «area di servizio» che ripara i danni del sistema produttivo, per diventare invece un motore di cambiamento culturale e politico.
Celebrare il 5 febbraio la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare significa allora comprendere la necessità di passare dalle semplici "buone pratiche" a una visione trasformativa della società, dove niente e nessuno venga più scartato. Solo attraverso un impegno collettivo e politico si potrà garantire che il cibo torni a essere un diritto per tutti e non un rifiuto da gestire.