Restare umani

Un manifesto umanistico contro il dominio degli algoritmi e la disumanizzazione tecnologica: nel nuovo libro "Restare umani", Adriano Sella riflette sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale e rilancia quattro valori essenziali – lentezza, sobrietà, tenerezza e partecipazione – per custodire l’umanità nel tempo della rivoluzione digitale. Con la prefazione di Leonardo Becchetti, il volume invita a costruire nuovi stili di vita capaci di coniugare tecnologia, relazioni autentiche e bene comune.

«Viviamo in un tempo di passaggio, in un varco storico in cui l’umanità si misura con una trasformazione radicale del proprio modo di pensare, di agire e di essere. L’intelligenza artificiale, la robotica, la pervasività degli algoritmi e l’irruzione del paradigma tecnocratico nella vita quotidiana hanno cambiato il paesaggio antropologico. L’essere umano è sottoposto alla tentazione della sostituzione: non più un soggetto che crea strumenti, ma un individuo rischiosamente modellato dagli stessi strumenti che ha prodotto. In questo contesto, Restare umani nasce come un manifesto di resistenza umanistica, un invito ad abitare il futuro portando con sé l’essenziale: lentezza, sobrietà, tenerezza e partecipazione».

Comincia così la prefazione di Leonardo Becchetti al nuovo libro di Adriano Sella Restare umani. Fra intelligenza artificiale e intelligenza relazionale. Restare umani o non esserlo più: questa è la grande sfida lanciata oggi dall’intelligenza artificiale, che prospetta la possibilità che l’essere umano sia sostituito da un umanoide. In realtà, l’intelligenza artificiale risponde alle domande grazie all’enorme somma di dati elaborati, ma non risponde al senso della vita, né distingue il bene dal male.

A questa immensa sfida l’Autore risponde rilanciando quattro dimensioni fondamentali per diventare più umani e meno artificiali: la lentezza, per liberarsi dallo strapotere degli algoritmi e recuperare i ritmi naturali; la sobrietà, per riscoprire l’essenzialità della vita; la tenerezza, per dare priorità all’amore, indispensabile all’umanità; la partecipazione, per liberarsi dall’individualismo.

«Lentezza, sobrietà, tenerezza e partecipazione – scrive l’Autore – devono essere vissute nella vita quotidiana. Devono far germogliare nuovi stili di vita che si concretizzano in tante buone pratiche giornaliere […]. Cercherò di riscattare queste quattro dimensioni tipiche della persona, cosa necessaria se si vuole far germogliare tutta la propria umanità. Troviamo tali dimensioni anche nel cuore di sorella e madre Terra. Sono quattro elogi da far diventare nostri e di tutti. I quattro elogi, infine, devono diventare maieutica della lentezza, della sobrietà, della tenerezza e della partecipazione. Quattro grandi talenti umani che possiamo sviluppare e rendere motori del cambiamento integrale».


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