A un anno dall’elezione, Papa Leone XIV guida la Chiesa cattolica con un forte richiamo alla pace e alla sinodalità. Eletto 266° successore di Pietro, il Pontefice ha avviato un pontificato segnato da un appello costante a una «pace disarmata e disarmante» e da una Chiesa vicina agli ultimi. Con la sua esperienza missionaria tra America e Caraibi e la formazione agostiniana, Leone XIV prosegue l’eredità di papa Francesco con uno stile nuovo, confermando il ruolo centrale del Vaticano nello scenario globale.
L’8 maggio dello scorso anno il cardinale statunitense Robert Francis Prevost, viene eletto 266° successore di san Pietro dai cardinali in Conclave.
È ancora impresso nella memoria di molti il primo saluto di Papa Leone XIV dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro. Parole brevi ma dense di significato. Una tra tutti ha risuonato più volte: pace. «Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente». Un appello alla pace che è proseguito nei mesi successivi, drammaticamente profetico.
E un altro appello, sempre in quel saluto iniziale, è diventato subito programma pastorale: «Vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono».
Leone XIV ha raccolto e fatta sua l’imponente eredità del predecessore, papa Bergoglio, ma con uno stile nuovo, determinato anche dalla sua appartenenza all’ordine agostiniano e dalla lunga esperienza missionaria.
Non molti avrebbero scommesso sull’elezione a Pontefice del cardinale Prevost. Eppure, come ha avuto modo di scrivere Jesús Colina nel libro Papa Leone XIV. La sua vita, il suo pensiero, le grandi sfide della Chiesa, «agli scettici che prevedevano una Chiesa disgregata e priva di direzione il conclave ha risposto con la sorprendente figura di un missionario, un uomo che ha riacceso la fede e la vitalità spirituale in luoghi lontani come gli Stati Uniti, il Perù e Cuba. Papa Leone XIV è la prova vivente che il cristianesimo non sta finendo, sta soltanto ricominciando».
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