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La formazione del Lettore/4 Il ministero del lettore nella liturgia

Pubblicato in Liturgia e sacramenti
Scritto da  Emmanuela Viviano
08 Mag 2017

La riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha ridato autonomia a un libro liturgico da tempo dimenticato: il Lezionario. La Parola ha trovato segni (il Libro) e luoghi (l'ambone) più idonei per evidenziare la sua importanza nella vita della comunità celebrante.

Il Lezionario è lo strumento del lettore; per essere Parola viva, il libro scritto ha bisogno di ministri-servitori che facciano risuonare quella Parola. La proclamazione e l'ascolto della Parola nel contesto liturgico, coinvolgono l'assemblea nel dialogo con Dio. Nel Lezionario si trovano selezione e ordinamento delle letture bibliche utilizzate nell'azione liturgica. Il Lezionario è segno-presenza del Signore nella comunità che celebra gli interventi di Dio nella vita del suo popolo. Per essere un segno efficace dev'essere degno di ciò che rappresenta. È l'icona della divina Parola in quanto in esso è materialmente contenuta la Parola di Dio scritta. La storia della Chiesa testimonia di persone che hanno sacrificato la vita per la difesa dei Libri sacri. Così le testimonianze artistiche mostrano quale sia stata la cura con cui si sono resi anche materialmente preziosi i libri della Parola di Dio, sia quelli di uso privato sia quelli di uso liturgico. La notevole ricchezza di miniature offre un interessante patrimonio leggibile in chiave esegetica o dottrinale. Tutto ciò esprime la venerazione che la Chiesa ha sempre tributato alle divine Scritture. Lezionari esteticamente validi e graficamente pregevoli dicono l'amore e la cura di chi li ha confezionati e posti in circolazione, così pure il modo con cui essi vengono conservati e maneggiati rivela la fede di colui o colei che li adopera. (...)

Il Lezionario, come tutti i libri liturgici della riforma, si apre con i Praenotanda, che hanno conosciuto una duplice redazione. La prima, del 1969, è una sintetica esposizione dei principi generali e dei criteri seguiti dall'ordinamento delle letture; la seconda, del 1981, è un'organica trattazione dei principi teologici per la celebrazione liturgica della Parola di Dio a cui segue una minuziosa descrizione dell'ordinamento delle letture con le motivazioni teologiche, bibliche e pastorali che hanno sostenuto le scelte operate. Tra la prima e la seconda edizione si possono evidenziare notevoli differenze: la prima edizione contiene 25 numeri mentre la seconda 125; i capitoli, da quattro diventano sei; il tutto è introdotto da un Proemio completamente nuovo nel quale si pongono i fondamenti teologici, liturgici e celebrativi circa la proclamazione della Parola di Dio nella Messa. Lo scopo fondamentale della liturgia della Parola è quello di consentire l'attualizzazione storica della Parola di Dio. Raccontando le meraviglie operate da Dio nella creazione e nella stessa storia del popolo di Israele, la Parola di Dio fa aprire gli occhi sulla pienezza della rivelazione che si è compiuta in Cristo e consente all'azione liturgica di porsi in stretta relazione con gli eventi della storia della salvezza. La Scrittura diventa viva e attuale nel contesto della struttura dialogica dell'alleanza che ogni celebrazione liturgica è in grado di proporre e di attuare.

Conoscere l'OLM

tre lezionariL'Ordo lectionum Missae è uno dei frutti più importanti della riforma liturgica del Concilio Vaticano II. La proclamazione liturgica della Parola di Dio avviene secondo uno schema rituale ben preciso e utilizza un materiale, quello biblico, che dovrebbe essere noto a tutti. Eppure ogni testo della Parola di Dio, quando viene usato nella liturgia, riesce sempre a esprimere qualcosa di inedito. Ha una carica profondamente innovatrice che si fonda sia sulla sua accoglienza ecclesiale sia sulla particolare struttura liturgica che le conferisce un contesto quanto mai suggestivo e stimolante. Perciò l'efficacia della liturgia della Parola non dipende solo dalla ricchezza dei testi biblici, ma anche dalla conoscenza e dal rispetto della sua particolare struttura celebrativa. Non è cosa facile entrare nel particolare ritmo espresso dalla struttura rituale della liturgia della Parola, perché la sua articolazione è alquanto complessa. Si tratta, infatti, di una vera e propria actio liturgica di cui bisogna conoscere il meccanismo. Diversamente, si rischia di celebrare la Parola senza un'adeguata penetrazione del suo dinamismo salvifico. Per poter realizzare una celebrazione della Parola di Dio veramente in grado di esprimere tutta la sua fecondità salvifica, è necessario conoscere molto bene le indicazioni pastorali dell'OLM che inquadrano gli obiettivi che la proclamazione della Parola di Dio deve perseguire e, nello stesso tempo, interpellano le scelte dell'assemblea celebrante. La conoscenza e il confronto con i Praenotanda potrebbe permettere anche di elaborare un progetto formativo tale da restituire al lettore dignità, competenza e solidità spirituale strettamente relazionata al ministero che è chiamato a svolgere.

L'OLM, prima di indicare quali sono stati i criteri fondamentali che hanno regolato la distribuzione delle letture bibliche e l'attuale struttura dei Lezionari, si preoccupa di porre in rilievo quello che dev'essere considerato l'obiettivo di fondo di una simile proposta: «Nel corso di tutto l'Anno liturgico, ma specialmente nei tempi di Pasqua, Quaresima e Avvento, la scelta delle letture e il loro ordinamento concreto hanno lo scopo di portare i fedeli a rendersi conto della fede che professano e ad approfondire la conoscenza della storia della salvezza» (OLM 60).

test pddm vita in cristo ottobre 2015Brano tratto dall'articolo: Il Lezionario icona della divina Parola, di Emmanuela Viviano, in: La Vita in Cristo e nella Chiesa, mensile di formazione liturgica e informazione, N. 5, maggio 2017.
Per conoscere la rivista visita il sito pddm.it e clikka su: La Vita in Cristo e nella Chiesa.

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