Un attacco pianificato. Un massacro di oltre 500 vittime, in prevalenza donne e bambini, un inferno sulla terra. È quel che è accaduto in Nigeria, nell'Africa subsahariana, nella zona a sud di Jos, punto di frizione religiosa dove sono costretti a convivere musulmani e cristiani. L'intolleranza religiosa è in aumento in tutto il mondo e l'80 per cento degli atti contro la religione riguarda i cristiani, come ha spiegato autorevolmente Berthold Pester, ricercatore di "Aiuto alla Chiesa che soffre". La comunità internazionale assiste inerte e indifferente a diritti negati, discriminazioni, persecuzioni, stragi dell'odio nel Laos, nel Punjab, in Cina, in Indonesia, nella regione dell'Orissa, in Iraq, in molti Stati africani dove all'avanzata islamica purtroppo in molti casi fanno da contraltare le frizioni che possono sfociare in brutalità sovrapposte a odi tribali, come in Sudan.
"Con l'aumento dell'intolleranza religiosa del mondo", ha spiegato l'osservatore permanente della Santa Sede all'Onu, monsignor Celestino Migliore, "è ben documentato che i cristiani sono il gruppo religioso più discriminato. Oltre 200 milioni di differenti confessioni sono in situazioni di difficoltà"...
[Francesco Anfossi]
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