Almeno c'è una cosa positiva nel caso Morgan, il celebre cantante che avrebbe dichiarato di utilizzare droghe leggere (dichiarazioni rese a un periodico poi smentite, ma troppo tardi per evitare l'esclusione al Festival di Sanremo).
Al di là del caso specifico e oltre il dilemma se il suo "outing" sia vero o falso, almeno è finito sulla ribalta dell'Ariston e quindi di tutta Italia il problema generale del consumo di droga nel nostro Paese. Non solo nel mondo di cantanti e artisti in genere, ma di tutta la società italiana. Un fenomeno sottovalutato e non abbastanza conosciuto, su cui grava l'ambiguo grigiore dei media. E su cui servirebbe un sano allarmismo, tanto per cominciare. Molto sagge le parole del ministro Meloni: "Per molto tempo il mondo dello spettacolo, dei media, ma anche quello della politica, ha colpevolmente chiuso un occhio di fronte al messaggio che fare uso di droga era una forma di anticonformismo, che c'erano le droghe sbagliate e le droghe giuste, le droghe dei derelitti e quelle delle élites". Così come quelle di Marino Bassi, già presidente della Società italiana di psichiatria: "Varrebbe piuttosto la pena di dare visibilità a qualcuno che, con fatica e sofferenza, il suo percorso di disintossicazione lo ha già concluso con successo"...
[Francesco Anfossi]
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