SOS "Save the Children"

Accorato SOS di fronte alla situazione, ormai insostenibile, di guerre in corso in Medio Oriente, a cui seguono violenze e morti in ogni dove, soprattutto di bambini, distruzione di ospedali e abitazioni. Si fa appello al cuore dell'uomo. Si sollecitano le diplomazie dei vari Paesi europei e mondiali a intervenire in qualche modo. Si invoca buon senso e il coraggio di fare un passo indietro. Papa Francesco invita tutti a pregare perché vinca la pace...

Da Mosul – Iraq
Il direttore di «Save the Children», Maurizio Crivellaro, che si trova a Erbil, 80 chilometri a est di Mosul (Iraq), per gestire l'accoglienza dei profughi di Mosul e delle aree sotto l'attacco della coalizione anti Isis, dice: «Ci sono 1 milione e 600mila civili a rischio, di cui il 50%, metà della popolazione, sono bambini o ragazzi minorenni segnati da traumi psicologici gravi, malnutrizione acuta, disidratazione... senza richiamo dei vaccini, da due anni, i bambini sono esposti alle malattie infettive... e ci sono i traumi di guerra di questi bambini con conseguenze serie nel futuro... il rischio futuro che dovremo affrontare...».

Il 17 ottobre 2016 è partita la campagna «Fino all'ultimo bambino» di «Save the Children» i cui Testimonial, un gruppo di conosciuti e bravi attori, rivolgono un appello per salvare tutti i piccoli che, oggi nel mondo, sono senza un domani: «6 milioni ogni anno perdono la vita prima di compiere 5 anni per malattie facilmente prevenibili; 385 milioni vivono in povertà estrema (1 milione in Italia) e restano fuori dall'educazione; centinaia di migliaia di minori fuggono da guerre, violenze o fame...».

Da Aleppo – Siria
Corrado Formigli, inviato speciale, giornalista e autore del volume Il falso nemico, racconta ciò che ha visto di persona in questa terra dilaniata da una guerra feroce, combattuta tra nemici confusi fra loro. «C'è una guerra che sta facendo carneficina su ogni fronte», dice il giornalista; «la gente muore, i bambini muoiono. Ci sono migliaia di civili... e bambini che vengono uccisi dalle bombe. Loro sono sicuramente innocenti. Oltre cento bambini nell'ultima settimana... Dati spaventosi nell'indifferenza più totale dell'Occidente...». «In questa guerra, sostiene il giornalista, non ci sono buoni... non si sa da quale parte stare».

Formigli lancia il suo accorato appello di «...stare dalla parte dei bambini morti... schierarsi con loro... In gioco c'è la vita di migliaia di altri bambini che non sono nostri, sono bambini degli altri, ma sono pur sempre dei bambini...».

E ora che si fa?

Cosa si fa per far tacere le armi e fermare i fondamentalismi che infiammano tanto i cuori dei nostalgici di epoche passate, che arruolano giovani che amano indossare uniformi dell'horror e - in nome di un folle piano di terrore dittatoriale - mirano a ripristinare una civitas primitiva annullando qualsiasi segno di cultura conquistata con la vita nel corso dei secoli ..., a sovvertire qualsiasi ordine sociale, a soggiogare popolazioni e civiltà? Che cosa si fa per ricondurre i cosiddetti "nemici", i big della terra, i gruppi e i gruppuscoli di ogni genere, a fare un passo indietro nell'escalation della violenza e della guerra che seminano, morte, disperazione e paura?

Alcuni invocano le diplomazie degli Stati - di tutti gli Stati oltre a quelli interessati nelle aree colpite da conflitti inestricabili - a trovare soluzioni di buon senso, e a concedere, nel frattempo, una tregua affidabile per consentire alla gente di "respirare", fuggire, ricevere cibo e acqua.

Papa Francesco invita tutti a pregare perché vinca la pace
Francesco parla alla gente cosiddetta comune che, di fronte a questo nostro mondo dilaniato da odio e violenze inaudite (inumane), piange i propri morti di ogni età, scappa e non trova pace, gente che, nonostante tutto, crede ancora che qualcosa si possa fare.

Il Papa ritorna costantemente sui capisaldi di quell'umanesimo che costruisce umanità, civiltà, fraternità; ma parla anche dei capisaldi che rivelano il volto di Dio, Padre di misericordia, approfonditi in questo anno giubilare della misericordia che va verso la conclusione.

Come Paoline accogliamo l'invito del Papa e solidarizziamo con quanti, apertamente, sostengono le opere umanitarie a favore delle vittime della guerra e delle violenze che ne derivano e, soprattutto, con chi si prodiga per aiutare i bambini, vittime innocenti degli errori e delle ambizioni degli adulti.

I numeri sempre più in aumento dei bambini morti ad Aleppo (Siria), uccisi da bombe di ogni tipo, ci sgomentano, ci indignano, ci interrogano: in nome di chi e perché tanta crudeltà? perché tanto scostamento dal civile e umano rapporto tra persone, gruppi sociali, nazioni, scostamento da quella visione di convivenza civile e pacifica tra i popoli, a cui si era arrivati dalle macerie della Seconda guerra mondiale? È possibile che sia svanita tutta l'esperienza dolorosa di una guerra che, come una ruspa, ha rastrellato case e milioni di vite umane, senza pietà?

Persino la signora Morte si interroga

Mi torna alla mente il ricordo del film Storia di una ladra di libri in cui la Morte stessa, impersonata dalla voce narrante fuori campo, osserva lo svolgimento emblematico di una vicenda umana, nel contesto specifico della Seconda guerra mondiale in Germania; ironizza amaramente sull'eccitazione della gente per la dichiarazione di guerra: «eccitazione e... la corsa verso la guerra, la corsa verso il nemico, in realtà correvano verso di me»; le piace la sua immagine con falce e cappuccio, scura e infallibile, ma si commuove di fronte al bombardamento, avvenuto per sbaglio nel quartiere chiamato Paradise. L'episodio conclusivo della vicenda filmica si dissolve nel momento conclusivo della parentesi temporale delle persone, protagoniste del film, di cui la signora Morte aveva seguito i passi. Di questi personaggi la Morte descrive, con acuta sagacia, l'atteggiamento suo e di ognuno di loro nel momento culmine della fine della loro vita. Essa racconta:
- dei fratelli di Rudy (l'adolescente, amico della coetanea Liesel, protagonista del film), «ho letto i loro sogni semplici; ho baciato sua madre e ho rubato la cattiveria dal cuore del padre»;
- di Rosa (madre adottiva di Liesel, burbera all'apparenza, ma dal cuore d'oro), «ho colto il respiro mentre russava»;
- di Hans (padre adottivo, adorato da Liesel), «la sua anima era più lieve di un bambino. Ho sentito la sua voglia di suonare la sua canzone con il violino e ho udito l'ultimo pensiero: Liesel»;
- di Rudy... (il biondino, l'amico innamorato da sempre di Liesel, appassionato, sincero, fedele, eroico), la Morte, commossa, sussurra «... la sua anima mi è scivolata tra le braccia».

In sintesi, la Morte accoglie tutti, ma l'anima di un bambino/adolescente la tiene, teneramente, tra le braccia e la porta via... Pure la Morte, per assurdo che possa sembrare, si commuove davanti a un bambino che muore... L'immagine cinematografica sfuma mentre l'immagine audio della voce narrante conclude il racconto, esprimendo stupore e perplessità: «nel mio mestiere – confessa la Morte – trovo sempre la parte migliore degli esseri umani e quella peggiore; vedo il bello e vedo il brutto e... mi chiedo come l'uomo possa essere le due cose insieme...».

Per approfondire:

Scheda del film per un possibile cineforum

storia ladra libriIl film narra la storia di un'adolescente orfana, Liesel, affidata alle cure di una coppia nella Germania nazista, che, grazie al suo profondo amore per i libri e all'amicizia con il giovane ebreo Max, supera la tragedia della tirannìa e della guerra

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