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"Perché Dio non fa piazza pulita di tutti questi delinquenti che spacciano la droga, che commerciano le armi, che praticano l'usura, che trafficano le persone, che... Che ci vuole? Una bella ripulita e via!". Chi non ha mai sentito discorsi così, e chi, magari senza averli esternarli, qualche volta non li ha pensati?

Una parabola di Gesù - quella del seminatore che esce a seminare - commentata e spiegata dallo stesso Gesù è da non perdere.

A volte sembra che Gesù si diverta a scherzare o a provocare. Succede quando sfida la nostra logica, il nostro modo di ragionare e di valutare le cose, come fa in questa XIII domenica del tempo ordinario, assicurando: "Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".

Il vangelo di questa XIII domenica del Tempo ordinario si compone di due parti molto brevi, e, almeno apparentemente, diverse tra loro come contenuto. Tutte e due, però, dure, drastiche, difficili persino da ascoltare.

Siamo alla XII domenica del tempo ordinario. I fatti di questo periodo ci invitano a riflettere sul "Terrore intorno" e il mistero del male che non soltanto ci circonda, ma ci abita dentro rischiando di chiuderci alla speranza. La liturgia della Parola ci incoraggia a lottare contro il male, pur non risparmiandoci la fatica, la sofferenza, le minacce...

La festa della Trinità crea sempre difficoltà, se ci si lascia prendere dal tentativo di spiegare e di capire ciò che non è possibile spiegare e capire. Seguiamo, perciò, un'altra strada: quella della fantasia, che può arrivare più in là di dove la ragione è costretta a fermarsi.

"Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo". Chi erano costoro che stavano "tutti insieme", e qual era lo "stesso luogo" dove stavano?

La solennità dell'Ascensione ci ricorda la consolante promessa di Gesù di essere sempre con noi, ma anche l'impegno di testimoniarlo sempre e ovunque, come suoi veri discepoli.

Si può comandare l'amore? Il vangelo di questa VI domenica di Pasqua ci dice di sì, perchè l'amore vero è un impegno che si traduce in atti concreti di dedizione, fedeltà, servizio.

Nella V Domenica di Pasqua Gesù insegna anche a noi, come ai suoi discepoli, a riconoscere in lui il volto del Padre e a ricordare le sue parole come criterio-guida delle scelte di ogni giorno, per compiere poi opere permeate dalla logica del Regno.

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